“Volevo avere una testimonianza da un poeta, perché penso che lui sia un poeta (n.d.r. Giuseppe Tornatore) fatta in vita, perché magari tra trenta, cinquant’anni i nipotini, i pronipoti diranno questo era il nonno”, afferma con un sorriso misto ad orgoglio Brunello Cucinelli rispondendo ai giornalisti nell’incontro organizzato nella sede dell’Associazione della Stampa Estera a Palazzo Grazioli a Roma, in occasione della proiezione del documentario “Brunello il visionario garbato”, il ritratto dell’imprenditore firmato dal Premio Oscar Giuseppe Tornatore, con le musiche del maestro Nicola Piovani. “Ho fatto settanta ore di intervista per poi parlare magari quattordici minuti, così come mia moglie e le mie figlie, pensate come è stato bravo Tornatore a fare un lavoro di montaggio notevole.”, dichiara l’imprenditore.
Un lavoro laborioso durato quasi quattordici mesi, una fiducia incondizionata in Tornatore e in Piovani da parte di Cucinelli. “Anche loro hanno vissuto una vita simile alla mia: senza acqua, senza telefono, ho visto per la prima volta una donna in costume a quattordici anni, Tornatore è anche scaramantico mi sono presentato una volta per fare un’intervista con una giacca simile a questa che indosso oggi (n.d.r. color vinaccio) e lui: “Oddio è viola! Tranquillo non è viola gli ho risposto. Lui è superstizioso, non voleva far uscire il film di martedì, le musiche mi piacciono da morire, pensate il film sulla mia vita fatto da Tornatore con le musiche di Piovani! La prima volta che l’ho visto ho pianto due ore, non ho voluto fare nessuna correzione.” Una storia costruita con semplicità e naturalezza, come fosse l’allegoria di una partita di carte, questa la chiave narrativa adottata da Tornatore.
Durante l’incontro di un’ora mezza Cucinelli, un vulcano d’energia e di grinta con gli occhi pieni di amore e di speranza, cita spesso i suoi filosofi preferiti: Socrate, Spinoza, Rousseau, ma parla anche di psicologia, etica del lavoro, dei ricordi del G20 e di Re Carlo, di amore per la famiglia e di intelligenza artificiale, un percorso di vita che l’ha portato da Solomeo a divenire il simbolo globale del Made In Italy. Un manifesto di Capitalismo Umanistico e Umana Sosteniblità, cifre stilistiche che caratterizzano fin da sempre l’imprenditore umbro. Di seguito le dichiarazioni alla stampa di Brunello Cucinelli.

“Abbiamo una enorme necessità di pace, di serenità, di bellezza, d’amore vero, di gioia, di coccole, andiamo a casa, viviamo, ci alziamo, lavoriamo però io personalmente ho bisogno solo di persone gioiose. Come diceva l’Imperatore Adriano non ho conosciuto mai qualcuno che dopo un compimento non si sia sentito migliore. Io ho solo bisogno di persone per bene, carine e migliori”, dichiara Cucinelli- “Il film della mia vita è Nuovo cinema Paradiso, il mio film documentario è una testimonianza di ieri e di quello che siamo oggi, del pensiero, un progetto interamente finanziato da noi”, chiosa il Re del cashmere che ricorda i suoi filosofi del cuore.
“Socrate ci insegna a circondarci delle persone che ci piacciono, con quelle che non mi piacciono io non provo odio, ma non le frequento, non provo nulla, ci abituiamo troppo spesso a dire quella persona non mi piace. L’invidia è una cosa che non conosco, io voglio vivere secondo natura, avendo rispetto per tutti gli esseri umani indipendentemente dalla razza, dalla religione. Jean-Jacques Rousseau nel 1765 dice: non posso immaginare che ci sia un essere umano simile a me, siamo tutti diversi. Chi siamo noi per giudicare? San Francesco, che sono ottocento anni che è morto, non ha mai giudicato, diceva chi vuole mi segua. Spinosa dice non sono venuto al mondo per giudicare né per condannare, sono venuto al mondo per conoscere, voglio vivere normalmente. Se penso che qualcuno non collimi con il mio pensiero non partecipo. Capisci questa sfaccettatura? Se non fai così ti arrabatti.”
Non mancano le riflessioni sui social da parte di Cucinelli:
“Che cosa fa il social? Fa diventare la vita difficile, non siamo in guerra perché il telegiornale ci descrive la guerra. Io vivo la guerra non sono al fronte, ma la vivo. Mio padre e mio nonno hanno fatto la guerra, ma non mi hanno mai parlato della guerra. Dobbiamo tornare ad investire nei grandi ideali e fare una vita più normale che non vuol dire non vivere, ma questa idea di dire che è successo, che ha fatto quello, viviamo giudicando è difficile. Ripeto Spinoza che dice non sono venuto al mondo per giudicare nè tantomeno per condannare, ma per conoscere. Io non voglio giudicare quello che non mi piace non lo seguo, non è tanto difficile. A volte quando mia moglie mi fa qualche domanda io non le rispondo e lei si arrabbia. Questo benedetto telefono, di cui io ne faccio un uso normale, perchè non sono connesso con niente, mi dà fastidio. Quando parlo a mia moglie lei risponde al telefono, non è che mi dice aspetta un attimo, io aspetto, poi quando lei ha smesso di telefonare e seguita a parlare io non le rispondo, le faccio spallucce, che è anche uno scherzare dopo cinquantacinque anni insieme.”
Cucinelli torna con emozione ai ricordi di gioventù e al corteggiamento della moglie:
“L’ ho baciata la prima volta otto mesi dopo che le andavo dietro, la domenica mi diceva andiamo a ballare lì e puntualmente andava con le sue amiche da un’altra parte per non farsi trovare. Non dobbiamo perdere la gioia del rapporto familiare con i nostri partner, con i nostri figli, giochiamo poco con i nostri figli, gli abbiamo trasmesso l’obbligo di aver paura invece della speranza. Prova a tornare a casa da tuo figlio e parlagli di provvidenza e di speranza invece che dirgli tu a sedici anni devi essere il numero uno a scuola. Oggi mi ha telefonato mia figlia, che non ha studiato niente, dicendomi sai che Vittoria, che sarebbe la nipotina, ha preso otto e mezza a matematica. Io gli ho risposto: brava tu non l’hai preso mai nemmeno due volte. Io dico alla mia nipotina che non deve studiare, deve studiare il giusto. C’è un’intelligenza da studio e una dell’anima, investi in quella dell’anima che può fare la differenza.”
Non manca anche la psicologia.
“Adesso mandiamo a quattordici anni i bambini in terapia, ma in terapia ci devono andare i genitori non i figli. Non parliamo più con i nostri partner, non ci diamo un bacio in più. L’altro giorno ho fatto uno scherzo a mia moglie che era in bagno e si è infastidita. Sono cinquantasei anni che stiamo insieme una battuta scherzosa fa la differenza. Siamo sempre presi, andiamo a casa, dobbiamo fare le e-mail, ma a chi?A chi le fai le e-mail? Tutte queste e-mail, noi abbiamo un’azienda che alle cinque e mezza chiude, un manager che fa l’e-mail a mezzanotte e tu gli rispondi? Ma mandalo a…Dobbiamo tornare a vivere normalmente, con le nostre famiglie, con i nostri figli, far sì che capiscano il valore della provvidenza, il valore della bellezza, il valore della speranza. Devi essere il numero uno, ma il numero uno di che? Io in tre anni di ingegneria ho fatto un solo esame scritto, geometria, e non sono stato ammesso all’orale. Il mio babbo una sola volta mi ha domandato come andasse e io gli ho risposto dicendo: ti dico la verità potrebbe andare un pò meglio. (n.d.r. scoppia una risata in sala). Quando gli ho detto che facevo questo lavoro mi ha risposto: fai un pò tu, che io non ho capito nulla, ma che Dio ti aiuti. Mi ha dato la sua benedizione. Siamo in grado noi ai nostri figli di trasmettere una sorta di benedizione? No, abbiamo studiato, quindi se torna a casa tuo figlio e fa un progetto tu gli dici non devi far così, devi far così, così e così. E il suo sogno se ne va, e noi rompiamo i sogni ai nostri figli, ma una vita senza sogni non ha nessuna logica di essere vissuta. Pavel Florenskij, quando è condannato a morte, scrive una lettera ai figli e dice che quando l’anima è pesante, quando si prova dolore nell’anima, bisogna uscire fuori e guardate il cielo e le stelle. Ma noi lo diciamo ai nostri figli di guardare il cielo e le stelle? Avete visto l’ultima vignetta sul New Yorker? Ci sono tre umani a testa bassa e sopra ci sono due alieni con la navicella che dicono: non ci guardano più stanno sempre a testa bassa. L’ho messa nelle bacheche d’azienda perchè mi divertiva. Possiamo tornare a essere umani? Possiamo guardare il cielo? Mia moglie questa mattina mi ha detto: piove. Eh allora dico io? Diventa difficile far smettere di piovere,. Dio mio aiutami ad accettare ciò che non possiamo cambiare. La pioggia nel mese di gennaio per la terra è pane. Quando facciamo i colloqui io sono molto più interessato alle persone educate all’umanità che istruite.”
E arrivano i ricordi del G20
“Ho paura dell’aereo, accidenti a me che l’ho comparo, perchè sai che succede? Mi dicono: lei che ha l’aereo privato questa sera non può venire a cena a Zurigo? Se non avevo l’aereo non ci andavo, quindi è un bell’impiccio. Mi sento comunque a mio agio, sono andato al G20 con Mario Draghi e il Re Carlo. Hanno iniziato a leggere, poi quando è toccato a me parlare, che non avevo un discorso scritto, ho detto tra me e me Sant’Agostino oggi aiutami tu. Le persone famose sono come noi, hanno l’anima come noi. Quando sono andato al G20 sono arrivato due ore prima per paura che la mia auto potesse avere dei problemi. E’ arrivata la Signora Merkel, l’ho vista che mangiava un cornetto e un cappuccino e le ho detto: allora siamo uguali, anche loro sono come noi. Io sto bene con tutti, Re Carlo l’ho baciato, non sapevo che non si baciasse il Re, anzi no lo sapevo, ma io l’ho salutato così. C’è estrema normalità, ci deve essere rispetto reciproco, perchè prima di tutto tu sei un essere umano, prima del lavoro che fai. Tra i santi il più santo, tra i peccatori uno di loro. La follia dell’uomo non la può sostituire nessuno, tu prova a chiedere uno scherzo all’intelligenza artificiale se lo sa fare. Non ce la fa perchè non ha la follia, con questi amici della Silicon Valley abbiamo fatto adesso un sito con l’intelligenza artificiale, ma sempre con qualcuno che disegna a mano, lo abbiamo legato insieme. A me già nel 2015 mi parlavano di AI, a me che non so nemmeno mettere Sky, quando c’è la partita se non c’è mia moglie non metto Sky e mia moglie si arrabbia. Le dico sempre metterò un dipendente che mi saprà mettere Sky. Io penso che l’AI ci darà tanti bei risultati, per il vostro mondo del giornalismo è una chance d’oro, però se voglio sapere una notizia accurata me la dà il giornalista, un approfondimento lo leggo grazie al giornalista. Non bisogna avere paura, io sono nato con il fax, possiamo ritrovare il divertimento al lavoro? Sapete che progetto abbiamo fatto in azienda? Il progetto dell’anima. Abbiamo chiesto ad ognuno quando tu lavori con quattro, cinque persone dai un’occhiata a quello che sta vicino a te, lui la dà a te, tu a lui. Guardate che chi è in difficoltà non alza mai la mano, chi ha il mal dell’anima non alza mai la mano, mia mamma non ha mai alzato la mano con il mal dell’anima, ero sempre io che cercavo di capire. Il mal dell’anima è forte, ti accompagna per tutta la vita, in questo momento è più forte perché abbiamo perso molto dei rapporti familiari.”
Un pomeriggio di riflessioni e di bellezza, quando la moda non è solo vestiti, ma anche umanità.
Di seguito il video:



