Board of Peace, Conte: “Non avrei presenziato”. Opposizioni contrarie all’unanimità, anche con Calenda | Video

martedì, 17 Febbraio 2026
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Le opposizioni si muovono in modo compatto contro la partecipazione dell’Italia al Board of Peace per Gaza. Tutte le principali forze di minoranza hanno infatti firmato una mozione unitaria che chiede al governo di non aderire in alcuna forma all’iniziativa, nemmeno con il ruolo di osservatore. Un’adesione trasversale che è andata dal PD fino ad Azione, segnando una posizione comune su un tema di politica estera particolarmente delicato. Lo Speciale ha raccolto a Montecitorio le interviste e le dichiarazioni degli esponenti dell’opposizione, che hanno ribadito la loro contrarietà alla presenza italiana.

Board of Peace, Conte contro la partecipazione: “Orban non è una bella compagnia”

Tra le voci più nette quella del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che parlando con i cronisti tra cui Lo Speciale nei pressi della Camera ha criticato apertamente l’ipotesi di una partecipazione italiana, anche solo simbolica, al Board of Peace: “Personalmente non avrei presenziato e non avrei permesso a nessun ministro di andare neppure come osservatore. La formula dell’osservatore suona quasi come una posizione di serie B e non mi sembra consona per l’Italia”.

“C’è chi dice che serva a capire cosa accade, visto che sono vicende che si svolgono davanti a casa nostra. Ma dopo due anni in cui si è assistito a quello che io considero un genocidio senza intervenire, con una copertura politica e militare al governo Netanyahu e senza riconoscere lo Stato di Palestina né interrompere la cooperazione militare con Israele, oggi andare lì a osservare per fare cosa?”, la domanda retorica che Conte rivolge alla maggioranza.

“Tra i Paesi europei non ci va praticamente nessuno, ci va Orbán, ma non mi sembra una compagnia qualificante. Non è un bel vedere per l’Italia”, ha concluso.

Altre parole dell’opposizione

Sulla stessa linea anche Nicola Fratoianni (AVS), che ha criticato duramente la posizione del governo sull’eventuale partecipazione italiana come osservatore al Board of Peace per Gaza, sottolineando al tempo stesso il valore politico dell’iniziativa unitaria delle opposizioni: “Per noi e’ uno scandalo assoluto. Si dice che sia giusto partecipare per vedere cosa succede vicino a casa nostra. Io dico che si puo’ guardare anche da fuori. Stiamo parlando di un comitato d’affari, di speculatori che agiscono sulla pelle del popolo palestinese, che continua a subire violenze, pulizia etnica e uccisioni quotidiane a Gaza. E’ una vergogna che va oltre ogni limite”.

“La presentazione di una risoluzione comune e’ un fatto positivo – ha aggiunto Fratoianni – Non accade spesso che sulla politica estera ci sia una convergenza cosi’ ampia nel centrosinistra. Abbiamo lavorato per costruire un testo condiviso su un terreno che gia’ dopo la strage di Gaza aveva visto una forte unita’. Oggi questa unita’ si allarga a tutte le forze di opposizione: e’ un fatto importante non solo per noi, ma per il Parlamento nel suo complesso”.

Critico anche Arturo Scotto, deputato del Partito Democratico, che ha messo in discussione l’impostazione stessa dell’iniziativa e le modalità di adesione italiana: “E’ un cambio di regime, perche’ questa operazione sul Board of Peace porta l’Italia fuori dal dettato costituzionale, che per Giorgia Meloni e’ un intralcio, mentre per noi e’ un argine rispetto all’arbitrio dei ricchi e dei potenti. Non si puo’ aderire a nessun organismo sovranazionale se non con una piena parita’ tra gli Stati. In realta’ l’Italia ci va da servo alla corte di Donald Trump, che decide chi entra e chi esce e soprattutto cosa si fa. Da tutto questo e’ scomparsa una parola, Gaza e la tragedia palestinese”.

Critico anche Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha attaccato la scelta del governo di partecipare al Board of Peace per Gaza:'”Penso che è un’onta per l’Italia la decisione del governo Meloni. Non guardano in faccia nessuno e principalmente non guardano di fronte alla disperazione e al dolore di chi ha perso la vita a Gaza. In quel board ci sono dittatori e carnefici. Vedere Netanyahu, criminale Netanyahu, decidere il futuro dei palestinesi dopo che li ha sterminati, è un qualcosa che non può che non farci urlare per l’indignazione. Ecco, quest’indignazione invece non la porta Giorgia Meloni, perché pensa solo al potere, pensa solo quanto può essere amica di Trump, perché forse pensa che prima o poi qualche vantaggio lo avrà anche lei da questa amicizia”.

Duro anche Carlo Calenda, leader di Azione, che ha definito l’iniziativa una pagina nera per il Paese, intervenendo in piazza Montecitorio:'”È una pagina nera per l’Italia e per il governo italiano. Noi non abbiamo mai fatto mancare il sostegno quando Meloni ha fatto delle cose che condividevamo, ma andarsi a prostrare davanti a una cosa che non è un board della pace ma è semplicemente un monarca che sarà presidente di questa cosa a vita, con una serie di immobiliaristi, dittatori, autocrati, che prevede sulle macerie di Gaza e sui morti di Gaza di costruire una specie di riviera dove forse ai palestinesi sarà riservato il fatto di poter fare i facchini, è una cosa indecente, indecente per la dignità nazionale.

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