Board of Peace, Tajani: “Osservatori nei limiti della Costituzione”. Maggioranza compatta, anche i “vannacciani” | Video

martedì, 17 Febbraio 2026
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L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza presentata dopo le comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani sul Board of Peace per Gaza, l’organismo promosso dagli Stati Uniti e convocato dal presidente Donald Trump. Il testo è passato con 183 voti a favore e 122 contrari e invita il governo a partecipare, in qualità di osservatore, alla riunione inaugurale prevista a Washington il 19 febbraio 2026 e alle future attività del Board, sulla base del mandato ricevuto con la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Bocciata invece la risoluzione unitaria delle opposizioni.

Nella sua informativa, Tajani ha rivendicato la linea dell’esecutivo, sottolineando che la presenza italiana non comporterà oneri incompatibili con i vincoli costituzionali e che il ruolo di osservatore consentirà al Paese di contribuire al processo diplomatico senza assumere impegni che esulino dal quadro previsto dalla Carta. Il ministro ha ribadito che l’obiettivo resta quello di favorire condizioni di stabilità e rilanciare il percorso verso la soluzione dei due Stati, insistendo sul fatto che l’Italia non può restare ai margini di un’iniziativa che coinvolge i principali attori internazionali.

Board of Peace per Gaza, Tajani ribatte: “Non partecipiamo ad alcun comitato d’affari”

“Noi non partecipiamo ad alcun comitato d’affari, noi non scodinzoliamo, neanche vicino a Tony Blair, non siamo ai margini dell’Europa perché ci sono tanti paesi che partecipano al Board of Peace”, lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani polemizzando, in sede di replica dopo il dibattito seguito alle sue comunicazioni nell’Aula della Camera sul “Board of Peace”, con alcuni esponenti dell’opposizione che lo hanno interrotto a più riprese. “Se si va in Africa”, ha proseguito Tajani, l’opposizione dice che “non bisogna andare in Africa, se si va in Europa” dice che “non bisogna andare in Europa… Io vorrei capire che cosa dobbiamo fare, io non riesco a comprendere quali sono sinceramente le proposte che arrivano”.

“Io ho detto chiaramente quello che vogliamo fare: vogliamo continuare a lavorare per la crescita della popolazione palestinese con una serie di iniziative che abbiamo già avviato e che stiamo avviando”, “siamo un paese che ha accolto più studenti e più cittadini palestinesi di tutto l’Occidente, quindi mi pare veramente pretestuoso” criticare così il governo, ha sottolineato il vicepremier.

“Io aspetto veramente con grande attesa le vostre proposte alternative sul da farsi. A parte gli attacchi legittimi al presidente Trump e al Board of Peace non ho sentito una parola di proposta. Cosa bisogna fare quindi? Attendo un rapporto scritto dell’opposizione per sapere quali sono le proposte per il futuro della Palestina”.

“Attuare il piano di pace significa creare le condizioni per una stabilità duratura, significa lavorare per il progetto dei due stati”, ha aggiunto Tajani nel corso delle comunicazioni alla Camera “L’Italia, per la sua storia, per la sua collocazione geografica e per il ruolo politico di primo piano che svolge nella regione, non può e non deve restare ai margini di questo processo. Il governo italiano continuerà a fare la sua parte, non ci stancheremo mai di lavorare per la pace, è quello che chiede e ci chiede la grande maggioranza degli italiani, è quello che un grande paese ha il dovere di fare. Saremo osservatori nei limiti della Costituzione”.

La maggioranza: da Donzelli a Romeo e Sasso, sostegno alla linea del governo

A sostenere la scelta dell’esecutivo sono intervenuti diversi esponenti della maggioranza ai microfoni de Lo Speciale a Montecitorio. “Anche a sinistra molti chiedevano un ruolo importante per ottenere la pace a Gaza. L’Italia si sta impegnando e dà il proprio contributo per la pace a Gaza, siccome però c’è Trump che è impegnato per la pace a Gaza allora non va bene”, ha dichiarato il responsabile organizzazione nazionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli “Mi chiedo dove sono tutte le bandiere palestinesi, tutte le foto dei bambini che soffrono nella Striscia, dove sono finite? La sinistra le ha già rimesse in un cassetto perché non deve occuparsene Trump”.

Sulla stessa linea anche il capogruppo della Lega al Senato e  Massimiliano Romeo, che ha difeso la scelta di partecipare come osservatori: “Meglio essere presenti, ha spiegato, anche senza contribuire economicamente, piuttosto che restare fuori da un tavolo in cui si discutono questioni decisive per gli equilibri internazionali”. Romeo ha richiamato gli interessi strategici italiani legati a quella parte del mondo: “C’è il Mediterraneo c’è l’energia ci sono degli ambiti le rotte commerciali come dicevo che sono fondamentali e poi insomma non dimentichiamoci che in questo strumento che è uno strumento per dare stabilità al Medio Oriente. Magari riconosciamo anche agli Stati Uniti questo ruolo del fatto che sono stati loro concretamente ad arrivare ad una tregua concreta”.

Favorevole anche Rossano Sasso, che ha annunciato il voto a sostegno della partecipazione italiana per Futuro Nazionale in linea con le indicazioni del generale Vannacci: “Noi voteremo a favore, Italia deve essere nel Board of Peace. Di sicuro diamo atto al presidente Trump di aver messo su qualcosa che si preannuncia più efficace e più efficiente dell’ONU, perché ha dimostrato una politica fallimentare e spesso, ahimè, contigua anche addirittura con ambienti legati ad Hamas”.

“Vorremmo che in questo board peace ci fosse anche la Federazione Russa, perché se si deve parlare di pace si devono coinvolgere tutti gli attori. Ci dispiace che ci sia il Qatar, perché è il principale finanziatore delle organizzazioni terroristiche come i fratelli musulmani che prevedono un disegno di radicalizzazione islamica nel nostro Paese.”, ha concluso.

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