Chroming, la nuova moda dei giovani sui social. Perché sta allarmando esperti e famiglie

martedì, 17 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Si chiama “chroming” e sta allarmando esperti e famiglie.
Dal nome potrebbe sembrare una moda innocua, ma invece si tratta di una pratica estremamente pericolosa che consiste nell’inalare sostanze chimiche presenti in oggetti di uso quotidiano, come deodoranti spray, solventi, smalti o prodotti per la pulizia, per ottenere un effetto di stordimento momentaneo.
Qual è il problema reale? Questi video circolano sui social come fossero sfide o tendenze da imitare. Bastano pochi clic per trovarli. E bastano pochi minuti per mettere seriamente a rischio la vita.
A lanciare l’allarme è stato, tra gli altri, anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha sottolineato quanto sia urgente proteggere i più giovani dall’esposizione incontrollata ai contenuti online, arrivando a proporre il divieto dei social sotto i 16 anni.
Le vittime sono infatti ragazzi e preadolescenti, che non sempre hanno gli strumenti per comprendere fino in fondo le conseguenze di ciò che vedono e imitano.
Il chroming può causare danni gravissimi: perdita di coscienza, problemi cardiaci, danni neurologici permanenti e, nei casi più estremi, la morte improvvisa anche al primo tentativo.
Di recente è caduto nella trappola un bambino londinese di 11 anni, che avrebbe inalato un deodorante nella sua stanza e ritrovato senza vita nel suo letto dalla madre.
Perciò il fenomeno non va sottovalutato. Le sostanze utilizzate sono spesso già in casa. La curiosità, la voglia di sentirsi accettati o di ottenere visibilità online possono spingere a fare scelte impulsive.
In un mondo dove tutto corre veloce, l’attenzione dei genitori può evitare una tragedia.

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