Un nuovo atto vandalico é stato perpetrato contro l’Elefantino in Piazza della Minerva, il celebre monumento seicentesco voluto da Papa Alessandro VII Chigi. L’opera, progettata da Bernini per poi essere eseguita dall’allievo Ercole Ferrata, rappresenta uno dei simboli storici e artistici della Capitale.
Nel dettaglio, la zanna sinistra dell’elefante é stata rinvenuta spezzata ai piedi del monumento. Non si esclude che a provocarne la rottura possa essere stato un turista o un gruppo di visitatori: tra le ipotesi al vaglio, quella più plausibile sarebbe che qualcuno si sia aggrappato alla zanna per scattare una foto, sottovalutandone la fragilità strutturale. La scultura non avrebbe retto il peso, cedendo. Sono già state avviate le indagini per identificare i responsabili del danno, tramite l’analisi delle immagini delle videocamere di sicurezza presenti nella zona.
Nel pomeriggio di ieri la polizia municipale, insieme ai vigili urbani del I Gruppo Centro, ha eseguito un sopralluogo con gli esperti della Sovrintendenza Capitolina per comprendere la portata del danno e dare il via alle procedure volte ad un immediato restauro. L’episodio si sarebbe verificato nella giornata di lunedì.
Sull’accaduto, é intervenuto il ministro della cultura, Alessandro Giuli, ha dichiarato: “È inammissibile che ancora una volta il patrimonio artistico e culturale della Nazione debba subire un danno così grave. A pochi giorni dalla inaugurazione della grande mostra su Gian Lorenzo Bernini alla Galleria di Arte Antica di Palazzo Barberini, a essere preso di mira è il suo Elefantino in Piazza della Minerva. Il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Speciale di Roma deputata all’alta sorveglianza sui beni artistici, darà il proprio contributo alla Sovrintendenza Capitolina, da cui dipende il monumento, per il ripristino della scultura: uno dei simboli più significativi della Capitale, colpito da un assurdo atto di barbarie”.
Ma non è la prima volta che l’Elefantino rimane vittima di un atto vandalico: è già successo nel 2016, nella notte tra il 13 e il 14 novembre. Anche in quell’occasione ad essere danneggiata è stata una zanna. L’ipotesi allora formulata era che qualcuno avesse colpito il monumento con un oggetto contundente. Ai vigili è stata però consegnata soltanto una scheggia del frammento spezzato mentre la parte principale, precipitata a terra, è stata sottratta e mai più recuperata.



