Caso Epstein, sotto accusa l’ex ambasciatore Usa Mandelson

martedì, 24 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

La fitta ragnatela di nomi, alte cariche dello stato, magnati, politici e imprenditori che hanno costellato la “Galassia Epstein” fa ancora tremare il jet set di tutto il mondo. E se il duro colpo all’upper class mondiale arriva dal pedofilo più famoso del globo, stavolta a tremare è il governo britannico. Infatti dopo l’arresto giovedì scorso dell’ex Principe Andrea arriva ora quello dell’ex ambasciatore britannico a Washington Peter Mandelson, rilasciato nella notte su cauzione. A quanto pare e dalle indagini in corso, è anche lui invischiato fino al collo nello scandalo Epstein. Seconda figura di spicco del jet set britannico, dopo l’arresto di uno dei reali britannici, la maledizione targata Epstein arriva a toccare il consolato Usa in Uk gettando nel fango e facendo preoccupare il governo britannico a causa dell’associazione con il miliardario pedofilo americano suicida in carcere. Ma vediamo i capi di accusa e quello che è successo. I fatti risalgono al lontano 2009 quando Mandelson era ministro nel governo di Gordon Brown e passò delle informazioni riservate proprio ad Epstein. Nello specifico l’ex diplomatico avrebbe allertato il magnate americano sull’imminente piano di salvataggio dell’euro da 500 miliardi, oltre che su progetti di privatizzazioni e di politica fiscale. Tutte informazioni di cui Epstein potrebbe aver approfittato per fare soldi a palate: da parte sua, è venuto fuori che Mandelson aveva ricevuto pagamenti per 75 mila dollari dal finanziere. La polizia britannica aveva già lanciato qualche settimana fa un’ indagine su Mandelson, che di conseguenza si è dimesso dalla Camera dei Lord, di cui faceva parte. Il politico già a settembre, alle prime avvisaglie dello scandalo, era stato sollevato dall’incarico di ambasciatore negli Usa, lasciando anche il partito laburista. La sua caduta, ha destabilizzato e preoccupato anche il primo ministro Starmer che a sua volta è accusato di mancanza di giudizio per aver nominato in una posizione così delicata e di tramite con il governo Usa un personaggio invischiato nello scandalo Epstein. L’esecutivo dal canto suo di difende sottolineando di non sapere dei loro contatti. Tira una brutta aria per il partito laburista di Starmer a cadere vicino a lui già il capo del suo staff e il responsabile della comunicazione entrambi dimessi per aver avuto contatti con Mandelson e aver deciso la sua nomina. Da più parti Starmer è definito un “dead man walking” ma il colpo di grazia alla cupola britannica connessa con Epstein deve ancora arrivare. Avanti il prossimo!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.