Matera e il territorio della Parco della Murgia Materana tornano al centro del grande cinema internazionale: sono ufficialmente iniziate le riprese di The Resurrection of the Christ, il nuovo film diretto da Mel Gibson, sequel del discusso e celebratissimo La Passione di Cristo.
A distanza di oltre vent’anni dal primo capitolo, il regista torna a raccontare la storia di Gesù Cristo. Se nei Vangeli la resurrezione avviene dopo tre giorni, al cinema l’attesa è durata circa 22 anni. Un ritorno che riaccende l’attenzione su uno dei film più controversi e di maggior successo degli ultimi decenni.
Uscito nel 2004, La Passione di Cristo colpì il pubblico per la scelta radicale di essere girato in aramaico, ebraico e latino e per l’estremo realismo con cui vennero rappresentate le torture e la crocifissione di Gesù. Il film divise profondamente critica e spettatori, ma fu un successo straordinario al botteghino: oltre 612 milioni di dollari di incasso nel mondo, diventando ancora oggi il film indipendente con il maggior incasso della storia. Dopo anni di rinvii e ripensamenti, ora Mel Gibson ha deciso di completare il racconto con il sequel.
Come suggerisce il titolo, The Resurrection of the Christ si concentra sui tre giorni successivi alla crocifissione, quelli che conducono alla resurrezione secondo i Vangeli. Gibson ha definito il film un vero e proprio “trip di acidi”, spiegando che la sceneggiatura – scritta insieme a Randall Wallace – è “diversa da qualsiasi altra cosa” abbia mai letto. L’approccio sarà quindi più visionario e spirituale, ampliando l’universo narrativo del primo film. Il progetto segna anche una sorta di “ritorno” personale per Gibson, dopo anni difficili segnati da problemi personali e polemiche che ne avevano offuscato la carriera.
Le riprese sono in corso tra Matera e il territorio della Murgia, con location naturali come il Belvedere di Murgia Timone. La produzione ha scelto di limitare al minimo l’impatto ambientale, evitando strutture invasive e valorizzando i paesaggi reali. Durante il periodo di lavorazione, tra produzione e staff tecnico-artistico, saranno presenti in città circa 500 persone, con un impatto significativo in termini economici e occupazionali per il territorio. Parallelamente, sono state avviate le selezioni per le comparse, offrendo opportunità concrete ai residenti.

Sul set è presente come consulente religioso Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, scomunicato nel 2024 per scisma dopo il rifiuto di riconoscere l’autorità di Papa Francesco e la legittimità del Concilio Vaticano II. Figura da anni al centro di polemiche per le sue posizioni controverse e per l’adesione a teorie complottiste, Viganò oggi vive in Italia ed è stato scelto da Mel Gibson come consulente per gli aspetti religiosi del film. Una presenza che ha già acceso il dibattito pubblico attorno alla produzione.
Oltre a Matera, il film viene girato anche negli studi di Cinecittà, già utilizzati per il primo capitolo, in particolare nello Studio 22. Altre scene verranno realizzate in diverse località del Sud Italia, tra cui Ginosa, Gravina in Puglia, Laterza e Altamura, scelte per ricreare l’atmosfera della Palestina dell’epoca.
A differenza del primo film, il cast sarà quasi totalmente rinnovato. Jim Caviezel, che aveva interpretato Gesù nel 2004, non tornerà nel ruolo: al suo posto ci sarà Jaakko Ohtonen, visto nelle serie The Last Kingdom e Vikings: Valhalla. Anche Monica Bellucci, che interpretava Maria Maddalena nel primo film, verrà sostituita da Mariela Garriga, apparsa in Mission: Impossible – Dead Reckoning. Nel cast figurano diversi attori italiani: Kasia Smutniak vestirà i panni di Maria, madre di Gesù; Pier Luigi Pasinointerpreterà San Pietro; Riccardo Scamarcio sarà Ponzio Pilato. Presente anche Rupert Everett, in un ruolo secondario ma definito come “molto importante” dalla produzione.
L’uscita del film sarà divisa in due parti: la prima è prevista per il 26 marzo 2027 (Venerdì Santo), la seconda per il 6 maggio 2027 (giorno dell’Ascensione). Una scelta che sottolinea l’ambizione del progetto e la volontà di dare ampio respiro alla narrazione.



