Una serata che ha unito dolore, memoria e celebrazione della musica. Sul palco del Teatro Ariston, durante il Festival di Sanremo, Achille Lauro ha scelto di trasformare la propria esibizione in un momento di raccoglimento collettivo, dedicando “Perdutamente” alle vittime dell’incendio di Crans Montana, la tragedia che ha spezzato la vita di 41 persone, tra cui sei italiani.
Sanremo 2026, il toccante ricordo di Achille Lauro per Crans Montana
In total white, affiancato dal soprano Valentina Gargano e da un coro di venti elementi, Lauro ha portato in scena un’interpretazione intensa, sospesa, quasi liturgica. Il brano non era inizialmente previsto in scaletta. Come ha raccontato Carlo Conti, l’artista avrebbe dovuto proporre “Incoscienti Giovani”, il pezzo con cui era stato in gara nella scorsa edizione. Poi, però, le immagini di una madre che canta quella stessa canzone davanti alla bara del figlio hanno cambiato tutto.
“Quando abbiamo visto quella mamma cantare il brano di Achille davanti alla bara del figlio, ci siamo detti: dobbiamo cambiare, fare quella canzone”, ha spiegato Conti, visibilmente emozionato, introducendo l’omaggio. Si riferiva a Erica, la madre di Achille Barosi, lo studente milanese di 16 anni morto nel rogo di Capodanno. Durante i funerali, fuori dalla chiesa di Sant’Ambrogio a Milano, la donna aveva raccontato che “Perdutamente” era il brano preferito del figlio, che lo cantavano sempre insieme in macchina. Le immagini di quel momento avevano commosso l’Italia intera.
All’Ariston il pubblico ha ascoltato in religioso silenzio. Le note, sostenute dal timbro lirico di Valentina Gargano e dall’imponenza del coro, hanno riempito il teatro con una forza trattenuta ma potente. Alla fine è esplosa una standing ovation, con la platea tutta in piedi. “Achille canta questa canzone per quei ragazzi e ragazze che hanno perso la vita, per chi lotta ancora e perché tragedie così non accadano mai più”, aveva detto Conti pochi istanti prima dell’esibizione.
Lauro, emozionato, ha ringraziato con parole semplici: “Grazie di cuore. Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita. Se questa cosa ha confortato anche solo una persona e fatto del bene, per noi era un dovere”. Un messaggio che ha trasformato la performance in qualcosa che andava oltre lo spettacolo, diventando gesto di condivisione e vicinanza. E gli occhi lucidi di Lauro sono l’immagine più viva di questa serata, un momento indimenticabile per intensità e tristezza.
Il duetto con Laura Pausini per 16 marzo
Ma la serata ha avuto anche un altro momento di grande intensità artistica. Lauro è tornato sul palco per un duetto con Laura Pausini sulle note di “16 Marzo”. Accompagnati dalla band, tra grandi casse audio, un pianoforte verticale, un divano, un pouf, tappeti e candele elettriche, i due artisti hanno costruito un’atmosfera intima, quasi domestica. Il brano, inserito nel progetto di cover “Io Canto 2” di Pausini, ha mostrato un’altra sfumatura dell’artista romano, più raccolta e melodica.




