Mano nella mano, come in una fotografia destinata a restare, Carlo Conti e Laura Pausini scendono insieme lo scalone dell’Ariston e aprono la terza serata del Festival di Sanremo 2026. “Stiamo andando fortissimo”, dice il direttore artistico, ringraziando il pubblico di Sanremo che anche stavolta risponde con un boato. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni: prima la finalissima delle Nuove Proposte, poi la maratona dei quindici Big in gara.
Sanremo 2026, la classifica della terza serata
La classifica della terza serata che combina il televoto e la giuria delle radio random è: Arisa, Sayf, Luchè, Serena Brancale e Sal Da Vinci. Una classifica che vede Arisa e Serena Brancale in top 5 così come lo erano state per la stampa, sono dunque sempre più favorite anche loro così come Fedez e Masini.
Filippucci vince le nuove proposte
La sfida tra i giovani si chiude con la vittoria di Nicolò Filippucci con “Laguna”, che supera Angelica Bove, in gara con “Mattone”. Per Bove arrivano comunque il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla e il Premio della Critica Mia Martini. Il verdetto, come da tradizione, è il risultato del Televoto, della Giuria della Sala Stampa Tv e Web e della Giuria delle Radio.
La gara dei big con le pagelle
Archiviata la categoria emergenti, si accendono le luci sui Big. Ad aprire la serata sono Maria Antonietta e Colombre, convincenti con “La felicità e basta” (7), brano che scalda subito la platea. Subito dopo è il momento di Sal Da Vinci, che con “Per sempre sì” (8,5) si prende un’ovazione da brividi. L’Ariston lo accoglie cantando “Rossetto e caffè” e lui, visibilmente commosso, riesce a dire soltanto “Grazie a tutti”, con la voce rotta.
Serena Brancale (8) conferma la crescita già intravista: “questa è davvero la canzone della maturità”, anche se qualche piccola sbavatura non passa inosservata. Tredici Pietro (6,5) chiude la sua esibizione gridando “Sempre forza Bologna”, mostrando con orgoglio la fede rossoblù, la stessa del padre Gianni Morandi.
Blitz a sorpresa durante “Ossessione”: Samurai Jay (7,5) si ritrova sul palco anche Belen, presenza non annunciata fisicamente ma prevista solo in voce registrata. Pochi istanti sotto i riflettori, sufficienti per prendersi la scena. La performance vale all’artista anche la vittoria della serata al Fantasanremo.
Arisa (8) dopo una grande esibizione con la sua “Magica Favola” semina subito il meme della notte: “Sei agitato? Se avessi bisogno di tranquillanti…”. La battuta, che scatena le risate in platea e l’imbarazzo divertito di Conti, si traduce in punti preziosi al Fantasanremo.
Piccola defaillance per Sayf (5), che si blocca per un istante sulla parola “cose” nei primi versi, scuote il capo e riparte tra gli applausi, chiudendo senza ulteriori inciampi. Leo Gassman (6,5) propone un brano che non convince del tutto, ma conquista la vetta del Fantasanremo, per la gioia dei fan.
Sul fronte look, Raf sceglie un completo carta da zucchero con camicia bianca, Alicia Keys ed Eros Ramazzotti puntano sull’intramontabile nero – lei in jumpsuit di pelle con guanti, lui in Giorgio Armani – mentre Francesco Renga brilla in blu scuro con microcristalli sulla giacca doppiopetto. Serena Brancale si presenta in un lungo abito beige attillatissimo con spacco frontale, Arisa stupisce con un armor gown di catene d’argento e cristalli firmato Des Phemmes, Michele Bravi resta fedele al suo doppiopetto marrone dall’allure bohémien, Mara Sattei indossa un rosso scuro Vivienne Westwood, e Irina Shayk conquista con il suo pizzo nero essenziale e sensuale. Tra scelte più discutibili e outfit riusciti, anche la terza serata conferma che a Sanremo la musica va di pari passo con lo spettacolo.
I momenti della serata
“Sono felice di essere qui con voi. Carlo, sono qui per te”. L’ingresso di Irina Shayk è da manuale: scende lentamente le scale con un abito nero corto, interamente rivestito di pizzo, e saluta in italiano Conti e Pausini. “Il mio cantante italiano preferito? Laura Pausini”, dice sicura, aggiungendo anche Mina e Adriano Celentano. Ricorda di essere già stata a Sanremo, “una città meravigliosa”.
Standing ovation, la prima della serata, per Mogol che riceve il premio alla carriera. “Un’accoglienza così mi emoziona”, confessa il paroliere, 89 anni, celebrato da Conti come “la storia della musica italiana”. Parte la clip con i testi più celebri, i numeri impressionano: 1776 canzoni depositate alla Siae, 523 milioni di dischi venduti nel mondo. “Non ci credo nemmeno io”, scherza.
Spazio anche alla leggerezza con Ubaldo Pantani che, in abito tricolore, imita Lapo Elkann e chiama Conti “Fabio”, confondendolo con Fabio Fazio. Il conduttore lo corregge tra le risate del pubblico.
Momento di grande intensità con il collegamento a Paolo Sarullo, 25enne di Albenga diventato tetraplegico dopo un’aggressione. “Non deve più accadere a nessuno”, dice dal palco virtuale dell’Ariston. Alla domanda se abbia perdonato i suoi aggressori risponde “Sì”, tra gli applausi. Poi canta “Balorda Nostalgia”, il brano con cui Olly ha vinto il Festival 2025, accompagnato da tutta la platea. “Non mollare”, lo esorta Conti. “Col caz..!”, replica lui, strappando un applauso lungo e liberatorio.



