Il generale Roberto Vannacci anche quest’anno è al Festival della Canzone Italiana, ha condiviso le sue riflessioni su vari temi, dalla sua presenza all’evento musicale alla sua prospettiva politica, passando per la legge elettorale e il ruolo della cultura.
Vannacci a Sanremo, la video intervista al generale
Riguardo alla sua presenza a Sanremo, Vannacci ha chiarito la natura della sua partecipazione: “Questa è una bella occasione, il festival della canzone italiana e siamo contenti di essere qua. Mi ha invitato un amico, lo stesso che mi ha invitato l’anno scorso. Vengo da privato cittadino a godermi una serata di canzone italiana”.
Ha ammesso di non aver seguito il festival nei giorni precedenti: “Purtroppo no. Purtroppo non ho avuto il tempo di seguirlo e stasera, visto che è la serata delle cover, potrò anche io deliziarmi della musica italiana e magari canticchiarne qualcuna, qualcuna che conosco”
Vannacci ha espresso un forte desiderio di separazione tra politica e altri ambiti come cultura e sport: “No guardi, io sinceramente, vorrei che la politica non entrasse in tutto ciò che è cultura, sport. La politica si dovrebbe occupare di altro, la cultura e lo sport devono rimanere scevri da queste attività. È vero che tutto è politica, però si può sicuramente cercare di depoliticizzare la cultura e lo sport. Quindi le polemiche politiche, la strumentalizzazione politica di quella che invece dovrebbe essere, una manifestazione di cultura, di canzone, di arte, dovrebbero essere totalmente abbandonate. E questo vale nei due sensi, vale sia da parte della politica che strumentalizza le manifestazioni artistiche, sia da parte di certi artisti che prendono invece lo spunto per fare politica durante le loro dimostrazioni che non dovrebbero fare” . Pur non conoscendo la canzone di Ermal Meta su Gaza, ha dichiarato: “Guardi, non conosco quella canzone però tutto ciò che cerca di strumentalizzare, e di utilizzare il palco offerto dalla cultura e dallo sport per farne uno strumento politico sinceramente lo considero abbastanza becero. Pucci ci doveva essere su questo palco. Probabilmente sì. Non conosco tutta la vicenda però un artista che si propone e che fa la sua attività di artista culturale dovrebbe accedere sicuramente a manifestazioni come questa, a prescindere da quelle che possono essere le strumentalizzazioni politiche che se ne fanno” .
In merito alle speculazioni su un suo possibile ritiro dalla politica in caso di flop alle politiche 2027, Vannacci ha smentito di aver condizionato la sua permanenza all’ingresso in Parlamento nell’intervista a Pulp Podcast: “No, non ho detto questo. Ho detto che se alla fine Futuro Nazionale sarà un fallimento totale, ritornerò alla mia vita privata, a dedicarmi ai miei hobby, alla mia famiglia, alle mie figlie, ai miei interessi. Ne ho tanti”.
Il Generale ha espresso una posizione chiara sulla legge elettorale, affermando di non essere critico in merito: “No, io non sono stato critico, io anzi ho detto un’altra cosa, ho detto che a me va bene qualsiasi legge elettorale, perché dal momento che si rispettano tutti le stesse regole, siamo in competizione tutti quanti. Quello che non mi piace di questa proposta di legge elettorale è l’eliminazione delle preferenze perché noi stiamo sottraendo sovranità al popolo è il popolo che deve scegliere i propri rappresentanti e non i partiti. Forse è anche per questo che abbiamo il 52% di astensionismo perché stiamo delegando ai partiti che sono invece delle formazioni che sono funzionali al dibattito parlamentare ma non. a sostituire il popolo che è sovrano e che ha il sacrosanto diritto di scegliere i propri rappresentanti” . Riguardo alle soglie di sbarramento, ha ribadito: “No, vede, la legge elettorale è uno strumento, non è un principio. Sono due cose ben diverse e ho già detto che qualsiasi legge va bene. Purché tutti la rispettino, non mi fa paura la soglia del né del 3%, né del 4%, né del 5%, né del sei, purché sia soggetta a tutti i soggetti politici che si prestano alle prossime elezioni. Vedremo, vedremo. Io sono ottimista per indole” .
Sul posizionamento del suo partito, Futuro Nazionale, Vannacci ha affermato: “Guardi, io ho detto dal principio che il partito futuro nazionale è il naturale interlocutore di questa coalizione di centrodestra. Però dico anche contestualmente che è un partito indipendente, che è fiero delle posizioni che propone, che non ha vergogna di proporsi come un partito di destra e che quindi sosterà in maniera non negoziabile i principi sui quali si fonda” . Ha concluso con una nota di ottimismo: “Vedo un futuro nazionale florido” .



