Iran. Nella guerra di Trump esce un terzo incomodo, un regista: leggere per credere

mercoledì, 4 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Mentre la guerra infuria violenta in Medio Oriente, tra Usa e Israele vs Iran, purtroppo, come sempre, quello che difetta é una corretta informazione. Per esempio, nessuno dei media Main Stream ha risposto al seguente quesito fondamentale: chi sta fornendo all’Iran le coordinate satellitari per i suoi attacchi – effettuati con missili e droni – di una precisione accurata, sia nello spazio, che nel tempo? Sarebbe importante che l’opinione pubblica fosse messa al corrente di ciò. Lo Speciale Giornale proverà a colmare questa lacuna del sistema informativo nostrano. In previsione dell’attuale conflitto era stato registrato un traffico di aerei militari cargo cinesi all’aeroporto di Teheran. Ora si capisce perché. Evidentemente la Cina Popolare ha fornito all’Iran sistemi elettronici e radar per l’individuazione dei bersagli, in grado di connettersi al sistema di satelliti artificiali cinesi “Beidou”. Così l’Iran per scegliere le coordinate dei suoi attacchi può attingere al sistema cinese Beidou. E dalla precisione millimetrica degli attacchi iraniani a Stati Uniti e Israele si evince che il sistema satellitare cinese é di livello tecnologico equivalente se non superiore a quello occidentale. Queste infatti sono prove di terza guerra mondiale. Quella condotta dalla Nato in Ucraina é una prova di guerra mondiale contro la Russia e l’Alleanza Atlantica ne é uscita con le ossa rotte. Questa di Usa e Israele contro l’Iran é una prova di guerra mondiale contro la Cina. E anche in questo caso non sembra che agli americani vada meglio. La Cina, attraverso l’Iran, sta distruggendo le basi Usa in Medio Oriente. Tanto per cominciare, le perdite americane, tra morti e feriti, sono già notevoli e lo saranno ancora di più se la guerra continuerà. Il calcolo é presto fatto: nelle basi Usa del Medio Oriente sono stipati tra i 30 e i 40 mila soldati americani, senza alcun genere di protezione anti aerea. Gli iraniani sparano nel mucchio, per cui sarà una carneficina. Poi, tutti i paesi arabi – Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrein, etc. – che erano così propensi ad ospitare sul proprio territorio le basi Usa, lo saranno anche dopo la conclusione di questa guerra? E’ lecito dubitarne. Le loro economie sono già in crisi. Questi paesi vivono di turismo e di estrazione petrolifera e gasiera. Entrambe le attività sono state bloccate dalla guerra in corso. I cinesi – senza sporcarsi le mani personalmente – stanno ridisegnando l’intero Medio Oriente.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.