Antisemitismo, Ottolenghi (Pres. Unione comunità ebraiche): “Ebrei in Italia vivono sotto scorta” | Video

lunedì, 9 Marzo 2026
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Alla Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano “Tullia Zevi” si è tenuta la prima uscita pubblica della nuova presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, un debutto che ha toccato i principali nodi dell’attualità internazionale e nazionale. In sala era presente anche l’ex presidente Noemi Di Segni, più volte richiamata dalla neoeletta come figura di riferimento e continuità istituzionale.

Antisemitismo, l’intervista alla presidente UCEI Ottolenghi

 

Ottolenghi ha rivolto lo sguardo  allo scenario globale, segnato da tensioni e conflitti  che hanno ricadute dirette anche sull’Europa: “La situazione internazionale è preoccupante e può avere risvolti imprevedibili. Oggi sono stata al Palazzo del Quirinale per la celebrazione della donna, sui diritti credo non dobbiamo dimenticare e rinunciare mai. Soprattutto verso chi si pone contro un paese che ha fatto carta straccia di questi diritti”, ha sottolineato intervenendo sulla crisi in Iran e sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.

Nel suo ragionamento, la presidente ha richiamato il peso geopolitico di Teheran e le conseguenze indirette dei suoi equilibri strategici: “Questo paese è un elemento fortissimo di destabilizzazione anche in Europa con i cosiddetti proxy – ha aggiunto Di Segni – Dobbiamo capire quale sia l’obiettivo più importante, vogliamo dare più importanza ai diritti delle persone che lì stanno soffrendo? Noi come unione abbiamo aderito a una manifestazione a supporto del popolo iraniano”. Un passaggio che si lega alla necessità, sottolineata poco dopo, di non perdere una visione più ampia delle sofferenze in corso. “Non dobbiamo però dimenticare che non soffre soltanto un popolo, ma diversi popoli perché ci sono israeliani sotto i missili da due anni. Una sofferenza fisica e psicologica. Noi abbiamo sostenuto queste manifestazioni perché quel regime ha ucciso 40 mila persone e non si possono chiudere gli occhi. Ora vedremo l’evoluzione, spero che la situazione si ripristini e che si possa arrivare alla pace per tutti. In particolare penso alle donne, spero che siano ripristinati i diritti per tutti. Il primo diritto è la pace”.

Spazio poi alla dimensione interna dell’Unione delle comunità ebraiche e al passaggio di testimone con la precedente gestione. Il riferimento a Noemi Di Segni diventa qui esplicito e centrale nella visione programmatica della nuova presidenza: “Direi che c’è uno spirito di continuità importante con Noemi Di Segni che ha fatto un lavoro importante. Ho lavorato con lei e c’è un filo che ci unisce, tenteremo di capire quali sono le aree da migliorare. Posso dire che ascolterò moltissimo le proposte degli assessori. Siamo pronti ad essere flessibili e dinamici”, ha affermato Ottolenghi. Un percorso che guarda al rinnovamento senza fratture: “Quello che tenteremo di fare con la nuova giunta è capire le aree su cui è necessario lavorare e lì tenteremo di intervenire – ha aggiunto Ottolenghi – Innoveremo ma senza alcuna cesura col passato”.

Ampio risalto è stato dato anche al tema dell’antisemitismo e al recente via libera parlamentare al disegno di legge dedicato. “Questa legge è molto importante, siamo soddisfatti all’approvazione della legge perché risponde ad un’esigenza vera sul momento che viviamo”, ha detto la presidente, esprimendo apprezzamento per il voto positivo del Senato della Repubblica. Un sostegno motivato da dati che descrivono un fenomeno in crescita: “I dati sono molto preoccupanti perché dal 2022 abbiamo avuto un aumento del 200% per quanto riguarda gli atti di antisemitismo – ha sottolineato Ottolenghi – Una settimana fa due ragazzi sono stati mandati all’ospedale perché ebrei e stanotte una sinagoga a Liegi è stata bruciata. La politica ha risposto a un’esigenza oggettiva, incomprensibili le divisioni”.

Non è mancato un riferimento al dibattito politico che ha accompagnato il provvedimento. “Avremmo auspicato una maggiore adesione, i voti contrari e le astensioni hanno fatto male. Non voglio eludere il problema di base perché è il paventato impedimento alle critiche verso Israele non c’è nella stessa definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance e ci sono degli esempio: il primo dice esplicitamente che criticare Israele non è antisemitismo”, ha aggiunto.

Il passaggio più toccante arriva quando Ottolenghi descrive la quotidianità delle comunità ebraiche in Italia: “Noi ebrei in Italia non viviamo bene, i nostri bambini vanno in scuole piantonate dalle forze dell’ordine e con le sbarre alle finestre. Chi va in una scuola ebraica vive scortato sin dall’asilo. I nostri rappresentanti vivono sotto scorta, non credo che sia così per quelli di altre religioni. Noi viviamo bene solo perché protetti e questo è il problema. Il disegno di legge sull’antisemitismo ha dato una risposta importante. L’antisemitismo non è un problema degli ebrei ma della società”.

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