Addio a Enrica Bonaccorti, il volto di una televisione elegante e garbata

giovedì, 12 Marzo 2026
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Si è spenta all’Ars Biomedica di Roma, a 76 anni, Enrica Bonaccorti. La storica conduttrice è deceduta a causa delle complicazioni di un tumore al pancreas, diagnosi che aveva ricevuto solo pochi mesi fa. A dare la notizia, con la brevità asciutta di un post su X, è stato il direttore del TG5 Clemente Mimun, chiudendo un cerchio ideale con la professionista che nel gennaio del 1992, mentre conduceva la diretta di Non è la Rai, ebbe il compito di inaugurare l’informazione Mediaset dando la linea al debutto assoluto del TG5 delle ore 13:00.

Il coraggio nelle ultime battaglie

La tempra di Enrica è stata messa a dura prova negli ultimi anni da una serie di battaglie affrontate con un coraggio. Prima dell’ultima terribile diagnosi aveva subito un delicatissimo intervento d’urgenza al cuore: otto ore sotto i ferri per un’operazione a cuore aperto necessaria a causa di alcune arterie ostruite. Un episodio che lei stessa aveva raccontato con la consueta lucidità, sottolineando l’importanza della prevenzione.

A fine settembre 2025, era arrivata la mazzata più dura: un tumore al pancreas. Una malattia che aveva rivelato pubblicamente con un pudore d’altri tempi: «Mi sono come congelata, non ho provato paura né tristezza, ma un’assenza… La prima pulsione a scrivere è stata per scusarmi con tutte le persone con cui ero scomparsa». Un declino fisico vissuto con una “serenità” che era, in realtà, la sua ultima lezione di stile.

Una carriera poliedrica e il rigore morale

Nata a Savona nel 1949, Enrica non era figlia dei casting o degli algoritmi. La sua era una formazione solida: il teatro con Domenico Modugno, il cinema d’autore degli anni ’70 e la radio di qualità. Da Italia Sera al trionfo di Pronto, chi gioca?, ha incarnato l’epoca d’oro in cui la TV era studiata e mai improvvisata. Ma il vero “peccato” di Enrica è stato la sua incorruttibile coerenza. In un’intervista del 2019, fotografò con disarmante onestà il motivo del suo isolamento dai palinsesti:

«Io sono un essere solitario, non frequento i salotti, mai avuto accanto un uomo potente o ricco, non nascondo le mie idee, sono brava a lavorare ma non so “lavorare” per lavorare. È già un miracolo quello che ho avuto».

Un’icona fuori dal “rumore”

Il passaggio a Mediaset portò successi come la prima storica edizione di Non è la Rai, ma anche lì il suo rigore morale si scontrò con la deriva del mezzo: il celebre caso del “Cruciverbone” truccato fu lo spartiacque. La sua reazione indignata (“Fermate la musica!”) non fu perdonata da un sistema che già stava scivolando verso la TV degli urlatori. Scompare oggi una professionista che ha pagato il prezzo di non avere padroni.

Il cordoglio dei colleghi: “Senza di lei siamo più poveri”

La notizia ha scosso profondamente il mondo dello spettacolo, che si è stretto attorno alla figlia Benedetta. Mara Venier, visibilmente commossa, l’ha ricordata come «una donna colta, intelligente e di una dignità rara», sottolineando quanto mancherà la sua voce fuori dal coro.

Pierluigi Diaco, che con Enrica aveva un legame di profonda amicizia e stima, ha affidato ai social un pensiero toccante: «Se ne va una parte nobile della nostra storia. Enrica non era solo una collega, era una bussola morale in un mare di volgarità. Mi mancheranno le nostre lunghe telefonate, la sua ironia tagliente e la sua smisurata cultura». Anche Barbara D’Urso ha voluto omaggiarla ricordando la sua onestà intellettuale: «Sempre dritta, sempre vera, mai un compromesso. Buon viaggio Enrica».

Proprio riguardo al suo congedo, nell’ultima intervista rilasciata a Verissimo da Silvia Toffanin, aveva espresso una richiesta ben precisa, lucida e poetica, che oggi suona come il suo vero testamento spirituale:

«Al mio funerale non voglio altri morti, i fiori lasciateli al vento. I fiori tagliati mi danno una sensazione di morte, non sono vivi. Al mio funerale non voglio fiori».

Se ne va una donna che non è stata solo un volto, ma una “grammatica” televisiva fatta di garbo, disciplina e un’intelligenza talmente affilata da risultare, spesso, scomoda per i mediocri.

I funerali si terranno a Roma sabato alle ore 15.00 presso la Chiesa degli Artisti.

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