Guerra Iran, Tajani: “Pronti a dialogo con opposizione. Attacco Ebril? Non ci faremo trascinare in guerra” | Video

giovedì, 12 Marzo 2026
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La disponibilità al confronto con le opposizioni sulla politica estera e la necessità di evitare qualsiasi escalation militare in Medio Oriente. Sono i due punti su cui si è soffermato il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, parlando con i cronisti — tra cui Lo Speciale — a margine del question time al Senato. Il titolare della Farnesina ha ribadito l’apertura del governo a un nuovo incontro con le forze di opposizione sui temi internazionali, sottolineando allo stesso tempo che l’Italia non intende essere trascinata in conflitti e che la priorità resta la stabilità dell’area mediorientale.

Guerra Iran, Tajani sul confronto con opposizioni e attacco a Ebril

“La politica estera è fondamentale, l’abbiamo sempre detto anche con Crosetto. Ogni volta le risposte mi sembravano già, come quando siamo venuti qua, piuttosto negative. Siamo sempre stati accolti con toni sprezzanti e allora sono loro che non vogliono. Però, l’ha detto il Presidente del Consiglio, siamo pronti a rifare l’incontro con l’opposizione sulla politica estera. Io sono venuto decine di volte qua a parlare di tutto, quindi ogni volta che sono stato chiamato ho sempre risposto di sì. Adesso io mi auguro che si accetti una proposta, poi non è che sono obbligati, però da parte nostra c’è grande disponibilità. La forza non la si vede con i toni sprezzanti”, ha dichiarato Tajani all’uscita dal question time al Senato, rispondendo alle domande su un possibile incontro con le opposizioni sul solco del dialogo auspicato dalla premier Meloni nel corso delle sue comunicazioni.

Il vicepremier ha poi affrontato il tema della sicurezza dei militari italiani all’estero dopo l’attacco con droni contro una base della coalizione internazionale anti-Daesh in Iraq. “La politica non si fa con i sé. C’è stato un attacco, come c’è stato in Kuwait nei giorni scorsi, contro una base internazionale e non solo italiana, dove ci sono tutte le forze della coalizione anti-Daesh. Uno dei droni ha colpito un edificio, due mezzi italiani, ma non ha colpito gli uomini. Non sappiamo contro chi fosse diretto e non sappiamo chi abbia lanciato questi droni, probabilmente sono iracheni filo-iraniani”, ha spiegato.

Secondo Tajani, l’Italia non è coinvolta in alcuna guerra e non ha intenzione di esserlo. “Il ministro Crosetto mi ha annunciato che sta pensando a far partire da Erbil i nostri militari, come è stato fatto per il Kuwait, e abbiamo deciso di ridurre stamane anche il personale del consolato a Erbil. Non abbiamo alcuna intenzione di farci trascinare in una guerra, nessuno ci ha chiesto di partecipare”.

Il titolare della Farnesina ha quindi rivolto un appello alla moderazione a Teheran, mettendo in guardia dai rischi di un ulteriore allargamento del conflitto nella regione: “L’Iran rischia di isolarsi sempre di più, questo è il fatto, però ci auguriamo che la guerra possa finire presto e che non ci sia una escalation. L’Iran deve anche capire che non è che tutto il mondo è responsabile di quello che accade nel loro Paese. A portare l’attacco sono stati israeliani e americani: non possono pensare che tutti gli altri Paesi del Golfo debbano essere attaccati. Chiudere lo stretto di Hormuz sarebbe pericoloso e non piacerà alla Cina”.

Infine Tajani ha ribadito che, al momento, non risultano segnali di mine nel Golfo e che il governo continuerà a muoversi nel rispetto degli equilibri istituzionali: “Fino ad adesso non abbiamo riscontri di mine nel mare, però invito l’Iran alla moderazione, a comprendere che non è con attacchi indiscriminati contro tutto e contro tutti che si porta vantaggio alla causa iraniana”.

Domani appuntamento al Quirinale

Il governo punta dunque alla diplomazia e al dialogo, a partire dall’appuntamento di domani al Quirinale: “Il Presidente della Repubblica è il capo del Consiglio supremo di difesa, ci sarà un comunicato finale e lo dirà il Presidente. Non mi pare che ci siano problemi con la Presidenza della Repubblica: siamo stati sempre molto chiari, non siamo in guerra, non vogliamo entrarci, rispetteremo i trattati e andremo avanti in questa direzione”.

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