Un tentativo di strage è stato sventato nelle scorse ore a West Bloomfield, un sobborgo a circa 40 chilometri a nord di Detroit, dove un uomo ha lanciato il proprio veicolo contro la sinagoga Temple Israel, uno dei principali punti di riferimento della comunità ebraica locale. L’assalitore è stato ucciso dal personale di sicurezza della sinagoga dopo un conflitto a fuoco ravvicinato che ha evitato conseguenze ben peggiori per i presenti. Al momento dei fatti, infatti, la struttura ospitava un centro per l’infanzia con numerosi bambini all’interno, tutti portati in salvo e fatti ricongiungere con i genitori in un centro comunitario vicino grazie alla prontezza dei soccorsi.
L’uomo è stato identificato come Ayman Ghazaleh, un giovane originario di Machghara, nella valle della Bekaa in Libano. Secondo quanto riportato dalla testata libanese L’Orient-Le Jour, il movente del gesto contro la sinagoga sarebbe da ricercare in una vendetta personale legata al conflitto in Medio Oriente. Ghazaleh avrebbe agito per ritorsione dopo la morte dei suoi due fratelli, Qassem e Ibrahim, rimasti uccisi lo scorso 5 marzo durante un attacco aereo condotto dalle forze israeliane nel sud del Libano. Sebbene lo sceriffo della contea di Oakland, Michael Bouchard, non abbia ancora rilasciato un’identità ufficiale, fonti giornalistiche come CNN e Fox News hanno confermato che il veicolo utilizzato per l’assalto apparteneva effettivamente a un uomo di origini libanesi.
La dinamica dell’attacco, scattato poco prima delle 13:00 ora locale, ha visto il sospettato scagliarsi con un furgone o un camioncino contro l’edificio religioso. L’impatto ha causato un incendio del mezzo e il ferimento di una guardia giurata che presidiava l’ingresso della sinagoga. Alcune fonti anonime hanno descritto l’uomo come armato di fucile e hanno segnalato la possibile presenza di esplosivo nel bagagliaio del veicolo, sebbene queste circostanze siano ancora oggetto di verifica da parte degli inquirenti. La reazione immediata del personale armato a protezione della sinagoga ha però interrotto l’azione dell’aggressore, che è rimasto ucciso sul colpo.
L’episodio ha fatto scattare immediatamente i protocolli di massima sicurezza in tutto il distretto scolastico di West Bloomfield e nei centri della Jewish Federation di Detroit, che sono stati isolati in via precauzionale. Lo sceriffo Bouchard ha spiegato che le autorità erano già in stato di allerta da circa due settimane a causa delle tensioni internazionali seguite alle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Sul luogo dell’attacco alla sinagoga sta ora lavorando l’FBI, sotto il coordinamento del direttore Kash Patel, con l’obiettivo di chiarire ogni dettaglio della logistica dell’assalto e identificare eventuali complici.
La Casa Bianca ha reso noto che il Presidente Trump è stato tempestivamente informato dell’accaduto. Nel frattempo, da Gerusalemme è giunta la ferma condanna del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Attraverso un messaggio su X, Netanyahu ha definito l’attacco alla sinagoga un atto di puro antisemitismo senza confini, rendendo omaggio al personale di sicurezza per il coraggio dimostrato e ringraziando l’amministrazione americana per la ferma posizione assunta contro queste ondate di violenza che tornano a colpire i luoghi di culto.


