Peter Thiel, l’oligarca di Trump parla dell’Anticristo nella Roma di Papa Leone

sabato, 14 Marzo 2026
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Ancora non si sa in quale sala Peter Thiel, il sulfureo oligarca tech amico di Donald Trump, terrà il ciclo di conferenze sull’Anticristo previsto a Roma a partire da domani e fino al 18 marzo. Inizialmente s’era parlato dell’Angelicum, ma dalla Pontificia Università è arrivata nei giorni scorsi la smentita. E quindi il luogo, top secret, lo si saprà solo poco prima dell’inizio di questi seminari.

L’evento continua a essere circonfuso in un’aura di mistero. Le lezioni di Thiel saranno praticamente a porte chiuse, potendovi accedere solo un pubblico selezionato. Non sappiamo composto da chi, ma che immaginiamo formato da imprenditori, manager, intellettuali, alti funzionari, docenti universitari, gente insomma della classe dirigente, politici compresi. Secondo qualche indiscrezione, il fondatore di PayPal e Palantir  avrebbe chiesto di incontrare anche Giorgia Meloni. Ma non sappiamo se e dove tale incontro avverrà.

Il mistero è del resto appropriato alla natura del personaggio. Attorno a Thiel è cresciuta in questi anni una sorta di leggenda oscura. Nelle settimane che hanno preceduto il suo arrivo a Roma, è uscita una biografia dell’oligarca scritta dal giornalista Luca Ciarrocca dal titolo significativo: “L’anima nera della Silicon Valley”. Thiel ha ricevuto in questi anni le più variopinte  definizioni: da “guru della tecnodestra” a “re della sorveglianza di massa”, espressioni che, per la verità, non appaiono niente affatto arbitrarie. Quanto ad esempio alla sorveglianza, non bisogna infatti dimenticare che il miliardario, inventando Palantir, ha ideato un sofisticato sistema di controllo che riuscirebbe a “prevedere” reati sulla base delle tracce telematiche che ognuno lascia dietro di sé nel corso della giornata. Va da sé che un software simile può servire, non solo a prevenire atti criminali, ma a monitorare la vita di tutti.

Quanto poi alla tecnodestra, bisogna innanzi tutto ricordare che Thiel è quello che ha praticamente inventato politicamente il vicepresidente J.D.Vance, il quale è un po’ la punta di lancia  politica del Maga, il  movimento di massa trumpiano. In ogni caso, il fondatore di Palantir predica l’avvento di un sistema oligarchico che superi la democrazia, ritenuta ormai inadatta a gestire il mondo iper-tecnologico del futuro.

È una sorta di Medioevo la società teorizzata da Thiel, un Medioevo alla Matrix dove la realtà si fonde con il mondo virtuale e dove dominano incontrastati i signori dell’Intelligenza Artificiale. In questo mondo, velocizzato dalle macchine, non c’è posto per le “lungaggini” parlamentari e per tutto ciò che sa di dibattito pubblico. Più che leader della “tecnodestra”, il magnate di Palantir potrebbe essere definito un “tecno reazionario”, che vorrebbe riportare l’Occidente alla fase precedente l’avvento della democrazia di massa. In tal senso, è curioso notare che le conferenze romane sull’Anticristo sono state organizzate da un’associazione culturale intitolata a Vincenzo Gioberti, con sede a Brescia ma con legami con l’Università di Oxford e con l’ala più intransigente del partito conservatore britannico.

Il carattere “reazionario” del pensiero di Thiel non è una stravaganza da miliardario ma un dato in qualche modo connaturato con la stessa formazione dell’oligarca tech. Thiel è laureato in filosofia e non in ingegneria o economia, come ci si aspetterebbe guardando alle sue attività imprenditoriali. Ha studiato all’Università di Stanford, dove è stato allievo dell’antropologo René Girard, e dove soprattutto si è opposto, attraverso una rivista universitaria da lui fondata, all’avanzata della cultura progressista. Erano gli anni Ottanta (il miliardario è nato nel 1967) e si andavano all’epoca gettando le basi della futura egemonia woke nelle università americane. Thiel è inoltre un appassionato lettore di J.R.R. Tolkien. E proprio al mondo del “Signore degli Anelli” sono ispirate le sue invenzioni. Palantir, tanto per dirne una, è il nome delle “pietre veggenti” create dagli elfi.

Diciamo, al dunque, che la “destra” e i riferimenti “reazionari” sono l’involucro del mondo di Peter Thiel. Ma viene da chiedersi: cosa c’è dentro questo involucro? Non è facile dirlo in due parole. Però, a farla da padrone, c’è sicuramente una smisurata idea del potere. Il Medioevo del miliardario di Palantir è un Medioevo senza santi, senza Chiesa,  senza tradizione. Un Medioevo dominato dalla tecnocrazia. La visione politica di Thiel non è in fondo che la punta estrema dello strapotere conquistato dai potentati della finanza e delle Big Tech negli ultimi decenni.

Che c’entra in tutto questo l’Anticristo? È la forma ultima, teologica, dell’ideologia di Thiel. L’Anticristo sarebbe il vertice di tutto quel mondo, da Greta Thumberg ai miliardari “filantropi”, che in nome dell’umanitarismo e dell’ecologismo ostacolerebbero la marcia del progresso tecnologico e preparerebbero l’avvento di una qualche nuova forma di totalitarismo. Riecheggia in questa idea la tesi del filosofo russo Vladimir Soloviev,  il quale agli inizi del Novecento dipinse l’Anticristo come un pacifista che amava la natura e gli animali. L’obiettivo polemico del pensatore era  Lev Tolstoj, che nell’ultima parte della sua vita fu un appassionato teorico della non violenza. Per Soloviev, un tale figura era il vertice della menzogna religiosa perché camuffava la verità di Gesù Cristo.

Che Peter Thiel venga a parlare nella Roma di Papa Leone XIV dell’Anticristo ha il chiaro sapore di una provocazione. Se non di peggio. La menzogna dell’Anticristo non può che essere anche la menzogna su sé stesso.

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