Economia, Giorgetti: “Educazione finanziaria importante, conoscenza è l’antidoto agli errori AI” | Video

martedì, 17 Marzo 2026
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Il legame tra educazione finanziaria, crescita economica e nuove tecnologie passa da un punto chiave: la conoscenza. È questo il filo conduttore dell’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha aperto la Global Money Week 2026, iniziativa promossa dall’Ocse e organizzata in Italia dal Comitato Edufin del Mef in collaborazione con Ivass, rilanciando il ruolo della scuola e mettendo in guardia dai limiti dell’intelligenza artificiale.

Economia, il discorso di Giorgetti agli studenti

Per il ministro Giorgetti, il punto di partenza resta strutturale: “Sono fermamente convinto che il progresso civile ed economico di un paese sara’ tanto piu’ regolare e sano quanto piu’ sara’ fondato sulla conoscenza economica e finanziaria, che a sua volta viene alimentata da una efficace educazione”. Un passaggio che lega direttamente alfabetizzazione economica e qualità dello sviluppo, e che richiama la scelta politica di inserire questa materia nell’educazione civica. Giorgetti ha ricordato infatti di essere stato il promotore della norma che ha portato l’educazione finanziaria nelle scuole di ogni ordine e grado, definendola “un tassello essenziale” per sostenere la crescita del Paese.

Accanto a questo, però, emerge una sfida nuova: quella posta dall’intelligenza artificiale. “Sappiamo che le risposte dell’intelligenza artificiale, almeno finora, si basano su due principi: la risposta deve essere la più plausibile possibile, non la più accurata; a qualunque domanda si deve sempre dare una risposta. Il risultato? È che la risposta può essere sbagliata”. Da qui la necessità di un “antidoto”, che per il ministro è uno solo: “si chiama conoscenza”. Più si conosce un tema, ha spiegato, più si è in grado di valutare la qualità delle risposte, siano esse generate da una macchina o da una persona. Un’esigenza ancora più evidente quando entrano in gioco ambiti delicati come la salute o le scelte economiche personali, dove “abbiamo bisogno di risposte accurate”.

In questo quadro, la scuola diventa il perno di un percorso di lungo periodo. L’introduzione dell’educazione finanziaria non è un traguardo ma “l’inizio di una corsa di mezzofondo”, ha sottolineato Giorgetti, evidenziando come il successo dipenda dalla capacità delle istituzioni di mettere studenti e docenti nelle condizioni di impegnarsi davvero. L’obiettivo è ambizioso: creare “un gioco a somma positiva” in cui tutti i partecipanti migliorano, generando benefici diffusi per l’intero Paese.

Il ministro insiste su un punto: maggiore consapevolezza economica significa anche maggiore capacità di tutela. “La consapevolezza delle proprie scelte economiche e finanziarie aumenta le capacità di ciascuno di noi di saper tutelare non solo i propri interessi, ma anche i proprio diritti”. Un passaggio che rafforza l’idea dell’educazione finanziaria come componente del capitale civile.

E proprio il capitale civile torna al centro dell’analisi: “Più l’educazione fa aumentare il capitale civile di un Paese, tanto più si creano le condizioni per avere una crescita economica sana e regolare”. Un circolo virtuoso che, nelle intenzioni del ministro, deve essere alimentato nel tempo, con politiche costanti e un impegno condiviso tra istituzioni, scuola e società.

Nel messaggio di Giorgetti, educazione finanziaria e intelligenza artificiale non sono dunque ambiti separati, ma due facce della stessa sfida: quella di formare cittadini consapevoli, capaci di orientarsi in un mondo sempre più complesso senza affidarsi passivamente alle risposte – plausibili ma non sempre corrette – delle macchine.

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