Il caro energia e l’esplosione verso l’alto del prezzo del diesel e della benzina tornano al centro del confronto politico e, nelle interviste raccolte da “Lo Speciale”, il tema si declina attraverso posizioni diverse ma accomunate dalla percezione di un’urgenza sempre più pressante che unisce sia maggioranza che opposizione.
Caro energia e carburante, le interviste a maggioranza e opposizione
Claudio Borghi, esponente della Lega, rivendica la necessità di un approccio pragmatico, pur dentro il quadro europeo: “l’Italia è dentro l’Europa, quindi è normale che uno si schieri con l’Europa. Poi ricordiamo che l’Unione Europea non è l’Europa”. Da qui l’idea di intervenire rapidamente sui prezzi, anche riprendendo strumenti già utilizzati in passato: “Si potrebbe anche semplicemente replicare il decreto accise. Quello fatto all’epoca, durante l’invasione dei primi tempi della guerra di Ucraina”. Borghi si dice disponibile anche a sostenere uno scostamento di bilancio pur di finanziare la misura: “Se ci fosse da fare uno scostamento di bilancio per sostenerlo, noi ci siamo”.
Respinge poi le critiche sull’inefficacia di quel provvedimento avanzate negli ultimi giorni dal ministro Urso: “Non è vero che non ha portato nulla”, spiegando che allora l’aumento dei prezzi era più violento. Oggi, invece, “se il diesel è a 2 o 2.1 euro, con 30 centesimi torna a 1,80, 1,75”, livelli sostenibili”. Netta la contrarietà a interventi selettivi per reddito: “Andiamo lì a far benzina con la dichiarazione dei redditi? Che sistema è?”, osserva, criticando l’uso dell’Isee.
Sul fronte delle forniture energetiche, Borghi riapre anche al gas russo: “Non è che facciamo dei regali a Putin, se acquistassimo a prezzo più basso significherebbe semplicemente fare un affare”. E sulle divergenze interne alla maggioranza con Tajani e Salvini che si scontrano dialetticamente sulla Russia minimizza: “Non siamo lo stesso partito, ad un certo punto nel consiglio dei ministri ci si siederà e si troverà un accordo. Andiamo d’accordo su tantissime cose, è normale che su qualcuna non si vada d’accordo”.
Più orientato a una sintesi tra interventi immediati e visione di sistema è Alessandro Cattaneo di Forza Italia, che individua nel caro carburanti la priorità: “Quando uno passa dalla pompa di benzina e vede 2.2, 2.3 per il diesel è ovvio che sia quella l’emergenza”. Anche qui la leva su cui lavorare per lui potrebbe essere fiscale: “L’idea dell’extra gettito IVA di rimetterlo dentro al sistema per abbassare le accise è un possibile prima misura”. Ma Cattaneo invita anche a leggere il contesto con maggiore fiducia: “Rispetto a 5 anni fa abbiamo qualche arma in più per difenderci, grazie alla diversificazione delle forniture, ai rigassificatori e alle nuove rotte energetiche”.
Di tono opposto l’intervento di Angelo Bonelli, che parla di “completo stato confusionale” del governo di fronte al disastro che la guerra di Trump sta provocandoz L’accusa è quella di immobilismo: “Non hanno alcuna idea e non c’è un provvedimento che sono in grado di adottare, mentre il caro energia sta facendo aumentare l’inflazione e sta determinando un problema sociale enorme”. Bonelli richiama anche le difficoltà del sistema produttivo: “Le tante aziende e piccole e medie imprese stanno soffrendo questa crisi”.
Sulla stessa linea critica si colloca Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle, che sottolinea una continuità nelle mancate risposte del governo: “Per tre anni se ne sono fregati, hanno incassato e adesso è la stessa cosa”. Al centro della sua analisi c’è il tema della redistribuzione: “C’è una speculazione in atto delle compagnie petrolifere, mentre il governo sta incassando più IVA. Il risultato è che pagano i cittadini senza ricevere alcun beneficio”.



