Altra giornata di sangue e deflagrazioni stavolta l’epicentro delle ostilità nella guerra tra Israele e Teheran e’ il Libano. Avamposto dei pasdàran oggi Beirut si è svegliata sotto una coltre di fumare e fumo. Ad essere colpito dalla prime luci dell’alba da un drone israeliano il quartiere più popolato e centrale della capitale libanese. Mentre l’Iran conferma l’uccisione rivendicata da Israele del capo del Consiglio supremo della sicurezza iraniano Larijani, la notizia che circola nelle ultime ore è che è stato eliminato in un raid anche il comandante Soleimani. Mentre dall’altro versante quello di Tel Aviv si registrano due morti ieri sera per una bomba di Teheran. Nella notte Israele non ha dato tregua al Libano concentrando la sua furia su Beirut: ci sarebbero almeno 6 morti e 24 feriti. Si registrano ancora attacchi alla base Usa di Baghdad. Washington colpisce siti iraniani vicino Hormuz. Trump annuncia una coalizione con 4 paesi arabi più Israele e afferma: la Nato “non ci serve”. Parole forti che fanno il giro del mondo il giorno dopo che il capo dell’antiterrorismo Usa lascia l’incarico perché non appoggia il conlflitto in Iran e in America si accende la polemica contro la guerra voluta dal Tycoon. Un nuovo attacco israeliano nelle prime ore del mattino ha colpito il quartiere di Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, secondo quanto riportato poche ore fa dai media statali. Si tratta del secondo attacco in quest’area densamente popolata dal primo mattino, attacco peraltro sferrato senza alcun preavviso. Un’esplosione è stata udita in tutta la capitale e la diretta televisiva della tv locale ha mostrato colonne di fumo levarsi dalla zona. E poi arriva l’avvertimento che tutti aspettavano. E la tensione ora arriva alle stelle in tutta Europa e non solo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che le conseguenze della guerra in Medio Oriente colpiranno tutti e ha accolto con favore le critiche al conflitto provenienti dai paesi occidentali. Testuali parole che il ministro ha diffuso urbi et orbi: ”L’ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, indipendentemente dalla ricchezza, dalla religione o dalla razza”. A scriverlo ieri sera Araghchi allegando al suo messaggio una copia della lettera di dimissioni dell’alto funzionario antiterrorismo statunitense Joe Kent che ha protestato contro la guerra. “Sempre più voci, tra cui funzionari europei e americani, definiscono ingiusta la guerra contro l’Iran. Anche altri membri della comunità internazionale dovrebbero fare lo stesso”. Una frase quella dell’iraniano che ha posto tutto davanti ad una condizione: se vale la pena perseverare con un conflitto che sta interessando molti Paesi e l’escalation sembra non arrestarsi con conseguenze economiche e umane devastanti.


