Il bilancio dei primi cento giorni di Roberto Fico alla guida della Campania: avviati i primi interventi su sanità, lavoro e bilancio. Restano i ritardi, tra vincoli finanziari e difficoltà di attuazione.
Era il 9 dicembre 2025 quando, succedendo a Vincenzo De Luca, Roberto Fico veniva proclamato ufficialmente Presidente della Regione Campania.
Proprio ieri, il 18 marzo, sono trascorsi cento giorni da quella cerimonia che ha sancito la sua vittoria alle elezioni regionali.
Poco più di tre mesi non possono ancora restituire pienamente il senso di una consiliatura appena iniziata, ma rivelano già la cifra politica del nuovo Presidente: promesse ambiziose e primi passi cauti si incrociano con difficoltà che non possono essere eluse.
L’impronta data da Fico è stata fin da subito chiara: welfare, legalità e trasparenza.
Diverso è il discorso quando si passa all’applicazione concreta di questi principi. Le criticità non mancano e già emerge il nodo principale, che riguarda i tempi di attuazione. Molte misure restano in fase embrionale, rallentate dalla complessità burocratica e dalla necessità di mediazioni politiche. A questo si aggiunge il tema delle risorse finanziarie, insufficienti per tirare la “coperta” da tutte le parti.
Nei suoi primi cento giorni Fico ha fissato alcune linee di intervento concrete, seppur ancora parziali. Ha avviato una revisione degli strumenti di assistenza sociale e rilanciato i servizi pubblici locali (in particolare, sanità e istruzione), considerati leve strategiche per ridurre i divari territoriali.
La sanità resta il dossier più delicato. La decisione del Presidente di trattenere per sé la delega è un segnale politico forte e sono già state adottate misure per ridurre le liste d’attesa e migliorare l’organizzazione. Tuttavia, l’attuazione è ancora nella fase iniziale e i risultati concreti tardano ad arrivare, soprattutto a causa dei vincoli finanziari e delle criticità strutturali del sistema sanitario regionale. Qui si concentra il nodo principale del mandato di Fico: l’obiettivo dichiarato è l’uscita dal piano di rientro sanitario (recentemente il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha manifestato apertura al dialogo) e il conseguente miglioramento dei servizi.
Sul fronte del lavoro, il provvedimento più significativo è l’introduzione di un salario minimo negli appalti regionali, fissato a 9 euro l’ora. L’intervento, approvato il 26 gennaio nella prima seduta della nuova giunta, non prevede un obbligo di legge, ma un sistema premiale: le imprese che garantiscono almeno 9 euro lordi l’ora ottengono più punti nelle gare. Il meccanismo vale anche per i subappalti e prevede penali in caso di mancato rispetto, ma allo stato attuale resta una misura più simbolica che strutturale.
Interventi sono stati avviati anche su scuola e territorio, con il dimensionamento della rete scolastica, particolarmente delicato nei piccoli comuni e nelle aree interne, dove si gioca una partita cruciale contro lo spopolamento.
Sul fronte ambientale, sono partite le procedure per le bonifiche di siti inquinati e per migliorare il ciclo dei rifiuti. Qui, come spesso accade in Italia, bisognerà attendere i tempi lunghi degli iter amministrativi e, dunque, non è ancora possibile misurare l’efficacia dei provvedimenti.
Sul bilancio e sulla macchina amministrativa si registrano progressi evidenti, grazie a un metodo più collegiale e trasparente, pur permanendo nodi finanziari e politici.
Altri ambiti, come trasporti, sviluppo economico e sostegno alle imprese, restano invece ancora sul piano programmatico, dal momento che non sono stati avviati interventi operativi. Lo stesso vale per molte politiche sociali, dove l’impostazione è chiara ma la traduzione in atti concreti appare ancora in attesa di definizione.
Nel complesso, i primi cento giorni di Fico alla guida della Regione delineano una direzione politica riconoscibile, ma evidenziano anche il passaggio ancora incompiuto dalla fase degli annunci a quella dei risultati. La sfida, nei prossimi mesi, sarà quella di trasformare l’ambizione riformatrice in misure concrete e incisive, superando quegli ostacoli che, finora, ne hanno rallentato l’efficacia.
