Oltre l’arte, oltre la performance, oltre l’happening. Dal 26 marzo al 12 aprile, i Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti ospitano HYDRON³ – Time is over. Drink eternity, il nuovo progetto visionario di Giovanni Motta, tra i protagonisti più interessanti della scena artistica contemporanea. Dopo il successo di “Lost Paradise”, Motta torna a Milano con un evento immersivo che sfida le categorie tradizionali, trasformandosi in un’esperienza totale: un percorso disturbante e iper-lucido che mette lo spettatore di fronte alle contraddizioni della società contemporanea.
Una bevanda impossibile e il mito dell’eterna giovinezza
Al centro del progetto c’è HYDRON³, una sostanza immaginaria capace di promettere l’eterna giovinezza. Un’idea assoluta che, nel racconto di Motta, scivola progressivamente dal mito alla mercificazione: da dono originario della natura a prodotto brandizzato, filtrato e distribuito. L’esperienza si configura come il lancio pubblicitario di questa bevanda impossibile, estratta simbolicamente da un monolite di ghiaccio. Un rito collettivo e una simulazione estrema del desiderio contemporaneo, in cui i codici dell’advertising e del consumo vengono portati al limite fino al paradosso. A incarnare questa trasformazione è “Question Mark”, figura imprenditoriale immaginaria e senza volto, che intercetta la sostanza originaria e la trasforma in un brand globale, offrendo non la verità ma una versione controllata, edulcorata, esperienziale.
Un viaggio immersivo tra tentazione e spaesamento
Il percorso espositivo si apre come una soglia: un corridoio abitato da uomini-lupo, custodi di un frammento primordiale della sostanza. Da qui, lo spettatore viene trascinato in un ambiente sospeso tra festa e inquietudine, tra bar, tentazioni e improvvisi slanci di purezza. HYDRON³ non si limita a essere osservato: si attraversa. È un’esperienza che coinvolge e destabilizza, un gioco performativo che mette in scena un immaginario distopico fatto di eccesso, desiderio e perdita di controllo.
JonnyBoy: l’icona della giovinezza
Protagonista dell’universo di Motta è JonnyBoy, figura presente nella sua ricerca da oltre vent’anni. Non un semplice personaggio, ma un principio: l’astrazione della giovinezza, intesa come stato di stupore, vulnerabilità e resistenza. Nelle opere pittoriche e nelle sagome dipinte che accompagnano l’installazione, JonnyBoy appare immerso in una natura rigogliosa, tra colori saturi e forme organiche. Un tempo altro, non misurabile, dove la giovinezza – come la natura – non si possiede ma si attraversa.

Arte, pop e immaginario contemporaneo
Artista legato alla corrente del Neo-Pop Surrealismo, Giovanni Motta costruisce ambienti in cui cultura pop occidentale e immaginario anime convivono senza gerarchie. Pittura, scultura e installazione si fondono in un “caos ordinato” che rifiuta la semplice decorazione per trasformarsi in esperienza. Le sue opere, esposte in istituzioni internazionali come la Triennale di Milano, il K11 Museum di Shanghai e il CAFA Museum di Pechino, si configurano come veri e propri dispositivi narrativi: luoghi da attraversare, più che da osservare.
Un rituale contemporaneo tra estetica e critica
HYDRON³ si muove sul confine tra arte e intrattenimento, tra estetica pubblicitaria e tensione simbolica, attraverso un linguaggio immediato e visivamente potente, Motta mette in scena una riflessione sul nostro rapporto con il tempo, con l’immagine e con l’ossessione per l’eterna giovinezza. Un gioco seducente e inquietante che, sotto la superficie spettacolare, rivela una domanda cruciale: quanto siamo disposti a trasformare – e a perdere – pur di non invecchiare?




