Parla Anton Giulio Grande (stilista): “Io e il mio amore per l’Oriente. Sulla moda il Governo deve fare di più”

domenica, 22 Marzo 2026
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Anton Giulio Grande stilista e Presidente della Calabria Film Commission ha ricevuto il Premio Best Womenswear Designer nella suggestiva Villa Borromeo in occasione della Milano Fashion Week. E’ un ulteriore riconoscimento per il fashion designer di haute couture che fin da sempre si distingue per il suo talento nel celebrare la femminilità e la sensualità nelle sue creazioni. In passerella Anton Giulio Grande ha mostrato la collezione intitolata “L’Oriente di Anton Giulio Grande”. Le creazioni sono ispirate alla magia ed al mistero dell’Oriente, terra di fascino e sensualità. La collezione si contraddistingue per dei ricami mirabolanti e opulenti e fiori stilizzati. Le tecniche decorative naturali sono riprese dalle reminiscenze dei Paesi Asiatici e si caratterizzano da una raffinata maestria artigianale con un uso simbolico di colori e di motivi e un’attenzione meticolosa del dettaglio. Su Lo Speciale Giornale l’intervista esclusiva ad Anton Giulio Grande.

Un ulteriore premio che conferma il suo talento e la sua creatività, come si sente?

Nonostante il trascorrere degli anni e le esperienze che si accumulano devo ammettere che è sempre emozionante e soprattutto gratificante ricevere un riconoscimento per la propria arte, ciò è sicuramente motivo d’orgoglio.

Anton Giulio Grande Premio

Milano ha accolto le sue sfilate da tanti anni, che cosa le ha trasmesso la capitale della moda?

La fashion week milanese è densa di eventi e di sfilate internazionali molto competitive, è una passerella su cui non sono ammessi errori. Sono felice di essermi ritagliato uno spazio ed un posizionamento dignitoso all’interno di questa kermesse.

In pedana abbiamo ammirato creazioni ispirate all’Oriente, perché ha scelto questa tematica?

E’ una terra misteriosa e affascinante, sicuramente una civiltà molto differente dalla nostra, ma carica di un significato divinatorio. La collezione si contraddistingue per ricami mirabolanti e opulenti e fiori stilizzati.

Che tessuti ha utilizzato?

Tulle e raso di seta sui quali si arrampicano, attraverso fili d’oro e d’argento, i motivi della natura con significati filosofici. La palette cromatica vira dai colori naturali bianco, nude, silver, champagne, ai colori intensi come bronzo, oro, ebano, bordò, nero, viola. I ricami uniscono la maestria e la tecnica della narrazione culturale orientale.

Quante ore di lavorazione occorrono per realizzare un abito di haute couture?

Più di mille ore, la tecnica è quella del ricamo a telaio che segue una tradizione antichissima.

Viviamo in tempi poco spensierati e con i vari conflitti mondiali in corso è quasi difficile parlare di moda.

Purtroppo il nostro settore era già afflitto da una profonda crisi in atto pre e post Covid. Le guerre attuali non facilitano i mercati ed il commercio, il clima generale è triste e la moda non rappresenta attualmente una priorità.

Il Governo Italiano sostiene la moda?

Ritengo che dovrebbe valorizzare maggiormente il nostro settore. Da sempre la moda è un fiore all’occhiello non solo dell’economia italiana, ma soprattutto riesce ad infondere un’immagine di straordinaria bellezza che rende grande il Made in Italy nel mondo. Il Governo dovrebbe tutelare con leggi severe la contraffazione e chi mette in discussione la creatività. Occorrono pene più aspre e maggiori controlli verso chi distribuisce e produce falsi d’autore.

La morte di Valentino Garavani l’ha toccata?

Questo lutto mi ha profondamente colpito, l’ultimo imperatore della moda se ne va fisicamente, ma il ricordo e l’eredità umana, stilistica e creativa rimarranno in eterno.

Che cosa l’affascina dello stile di Valentino?

Ha saputo rendere belle, eleganti e di classe le donne, non l’ha mai ridicolizzate né rese volgari, ci ha trasmesso la sua ossessione ed il culto per la bellezza.

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