Le dimissioni di Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bortolozzi infiammano il dibattito parlamentare e si intrecciano con il risultato del referendum, segnato da una netta vittoria del “No”, che cambia immediatamente il clima politico.
Dimissioni Delmastro le reazioni in Parlamento
Secondo quanto filtra da Palazzo Chigi, proprio l’esito del voto avrebbe avuto un peso decisivo. La vittoria del “No”, per proporzioni e tempistica, avrebbe irritato profondamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, anche perché arrivata mentre il caso Delmastro-Bortolozzi colpiva la credibilità del governo sul fronte della giustizia. In questo contesto, nella maggioranza si ragiona già su ulteriori conseguenze politiche, con il nome di Daniela Santanchè che torna al centro delle valutazioni. Le prime reazioni in Parlamento raccolte da Lo Speciale.
A provare a circoscrivere il caso è Paolo Barelli: “E’ una decisione personale loro che non ha coinvolto assolutamente la coalizione o nessun tipo di condivisione”.
Sulla stessa linea Alessandro Cattaneo, che sottolinea la natura fiduciaria della scelta: “Noi prendiamo atto di questa scelta che è maturata nel rapporto fiduciario tra il Ministro e i suoi collaboratori, immagino anche il Capo del Governo e andiamo avanti perché abbiamo ancora molte cose da fare a beneficio del Paese”.
Dal fronte di Fratelli d’Italia, il sottosegretario Marcello Gemmato lega invece il tema delle dimissioni al quadro politico generale e al referendum: “Il popolo sovrano si è espresso, il Governo Meroni è uno dei più stabili della storia della Repubblica Italiana, probabilmente diventerà il più stabile della storia della Repubblica Italiana e questo. Immagino che gli italiani interessi il Governo di problematiche complesse che oggi stiamo vivendo e che probabilmente hanno influito sull’esito del referendum”.
Sempre dalla maggioranza, Rossano Sasso sottolinea: “Sicuramente si deve tenere conto della volontà degli italiani. E’ peccato però perché gli italiani hanno perso una buona occasione per fare una riforma che ritengo sacrosanta. Certo, dispiace vedere dei magistrati poi gioire al canto di bella ciao. Ripeto, il voto degli italiani va rispettato, però una riforma è ancora necessaria”.
Dal fronte dell’opposizione, Carlo Calenda allarga il quadro: “Del Mastro, Bartolozzi, ci aggiungo Santanchè, Urso, è chiaro che c’è una fase 2 del governo che si occupa delle bollette, dell’automotive, della crescita economica, che stiamo andando in recessione. e che soprattutto la sbetta di tenere certi personaggi oppure vogliono andare alle elezioni, quindi credo che erano necessarie e sono tardive”.
Anche il PD con Chiara Braga attacca: “Una sconfitta clamorosa e la maggioranza fa finta di nulla. Invece di dare risposte ai problemi dei cittadini, vogliono imporre una legge elettorale fatta su misura, ignorando le vere priorità, caro carburanti, liste d’attesa sempre più lunghe e salari bassi. Il Partito Democratico è pronto a costruire un’alternativa vera per il Paese”.
Dal Movimento 5 Stelle, Francesco Silvestri legge il voto come un segnale politico: “Qualche nome si può già fare, per esempio quello di Maurizio Landini, come lo vedrete l’esimo, federatore del Campolardo. Alle primarie il mio voto è già assegnato. e andrà qualora si candiderà Giuseppe Conte, ma detto questo io credo che Conte ieri abbia lanciato un messaggio di unità, perché quando lanci le primarie stai anche dicendo che probabilmente andremo con un asse progressista, quindi Conte ieri è stato molto bravo ad interpretare un segnale politico che è stato dato dalle urne referendarie”.
E aggiunge: “Le persone vogliono un asse progressista, Giuseppe Conte ha confermato pochi minuti dopo che ci saranno delle primarie, quindi ottimo segnale di unione che è stato anche recepito dalla Schlein e che credo verrà recepito anche dagli altri”.



