Nel pomeriggio, a Palazzo Madama, Stefania Craxi è stata eletta per acclamazione capogruppo al Senato di Forza Italia, subentrando al dimissionario Maurizio Gasparri “accompagnato” alla porta da una lettera in mattinata sottoscritta da 14 su 20 senatori del gruppo forzista. Un passaggio che, nelle parole della neo capogruppo, viene negato e che si inserisce invece in una dinamica interna già maturata da tempo e vissuta “con grande serenità”. Le sue parole in Senato raccolte da Lo Speciale.
Stefania Craxi neo capogruppo al Senato di Forza Italia, la prima video intervista
“È stata una nomina e un avvicendamento normale all’interno di un gruppo politico che è una comunità di valori. Quindi con grande serenità la decisione è stata presa dal gruppo, ma era un avvicendamento di cui si parlava da tempo”. Craxi ha sottolineato come il segretario Tajani abbia “seguito ogni fase di questo avvicendamento con la sua leadership”, spiegando che la tempistica è stata influenzata dal calendario politico: “Semmai è stata rallentata dal referendum, perché si è deciso di farlo dopo il referendum”.
Sulle ricostruzioni circolate nelle ore precedenti, in particolare su presunte influenze esterne, la senatrice ha escluso interferenze dalla famiglia Berlusconi: “A Marina Berlusconi mi lega un sentimento di stima e affetto, lo stesso che legava i nostri padri. Detto questo, Marina Berlusconi non è usa a mettere becco, se non esprimendo delle opinioni nel partito. Quindi è stata una decisione di un gruppo politico condivisa da tutti e prima di tutto dal segretario”.
Quanto alle tensioni interne e alla notizia di una raccolta firme per chiedere le dimissioni di Gasparri, Craxi ha preso le distanze: “Io la raccolta di firme non l’ho vista”. Sulla presunta iniziativa del senatore Lotito per far cadere Gasparri, ha ribadito: “Io non le ho detto che non glielo confermo, le ho detto che io non l’ho firmata e non l’ho vista”.
E ha ricostruito quanto accaduto nel pomeriggio: “Sono arrivata qua alle 4:00 del pomeriggio, sono salita nell’ufficio del capogruppo, c’è stata una riunione, il capogruppo ha espresso le sue dimissioni, sono stata candidata e acclamata dal gruppo all’unanimità. Quindi io questo ho visto”.
Alla lettura dell’avvicendamento come segnale di rinnovamento, la neo capogruppo ha preferito una linea prudente: “Io non so cosa cambierà. So come intendo lavorare. Intendo lavorare cercando idee, confronti, dialogo e avvalendomi di tutte le esperienze che questo gruppo ha saputo esprimere anche sotto la guida di Maurizio Gasparri”.
Craxi ha inoltre respinto il collegamento diretto tra il cambio alla guida del gruppo e l’esito del referendum: “È un cambio di cui abbiamo parlato nei mesi passati, precedenti al referendum”. E ha definito fisiologico l’avvicendamento: “Fare il capogruppo è un mestiere logorante per tutti, quindi che ci sia stato un avvicendamento sereno all’interno del gruppo è perfettamente fisiologico”.
Quanto alle motivazioni politiche, ha spiegato: “A un certo punto si è detto arriviamo alle elezioni dando anche dei segnali di un partito diverso, ma non, ripeto, non per questo”.
Sui riflessi nella maggioranza, Craxi ha mantenuto il perimetro su Forza Italia: “Non rispondo per la maggioranza. Ognuno risponde per i suoi partiti. Io rispondo per Forza Italia che, piaccia o no, è una comunità essenzialmente di valori”.
Infine, ha confermato la solidità della leadership del partito: “Tajani resta saldo alla leadership. È il segretario che ha accompagnato questo avvicendamento in ogni suo passaggio”.
Quanto alla fase politica che si apre, la neo capogruppo ha invitato alla cautela: “Stiamo ancora riflettendo sui dati della sconfitta perché di sconfitta trattasi”. Ma ha indicato alcune priorità: “Una cosa è certa, non cesseremo di batterci per una giustizia più giusta e ci occuperemo soprattutto di quella che è l’emergenza in questo momento nel Paese, che è l’economia”.
