Il Consiglio dei ministri, riunito venerdì 27 marzo alle 17:05 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, con Alfredo Mantovano segretario e su proposta della stessa premier e del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha approvato un decreto-legge con disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica. Il provvedimento amplia e corregge diversi capitoli della manovra, con interventi che spaziano dal fisco delle imprese ai consumi, fino a misure tecniche e sociali.
Decreto Fisco, le misure principali
Sul fronte delle imprese, il decreto rafforza il sostegno agli investimenti. Oltre all’estensione dell’iperammortamento — con la cancellazione del vincolo che limitava l’agevolazione ai beni prodotti in Ue o nello Spazio economico europeo — arriva un nuovo credito d’imposta pari al 35% destinato alle aziende che hanno presentato comunicazioni per investimenti. Il governo ha annunciato anche l’apertura di un tavolo con le categorie produttive per valutare possibili risorse aggiuntive in sede di conversione del decreto.
Sempre in ambito fiscale, viene ripristinato il regime precedente su dividendi e participation exemption (PEX), con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026: torna l’esclusione del 95% dei dividendi per le società e vengono cancellati i limiti introdotti dalla legge di Bilancio. Una misura che incide direttamente sulla fiscalità degli investimenti e sul capitale di rischio.
Il decreto interviene anche su aspetti più tecnici. Viene modificata la decorrenza del nuovo regime Iva per le operazioni permutative, che si applicherà ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026, senza rimborsi per il passato. Per i lavoratori impatriati vengono aggiornati i riferimenti normativi, con nuove regole operative dal periodo d’imposta 2027. In tema di avviamento negativo, per le società che adottano i principi contabili internazionali, si stabilisce la tassazione diluita in cinque anni delle differenze negative nelle cessioni d’azienda.
Tra le misure finanziarie, fino al 31 dicembre 2028 gli interessi sui titoli obbligazionari corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti saranno esenti da imposta sostitutiva. Cambiano anche i termini per alcune procedure di riscossione affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Tra le altre disposizioni spicca l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, che passa da 100 a 118 euro. Viene inoltre posticipata dal 1° marzo al 1° maggio 2026 l’entrata in vigore della ritenuta d’acconto sulle provvigioni per alcune categorie, tra cui agenzie di viaggio e intermediari, con un costo stimato di oltre 14 milioni per l’anno in corso.
Stop alla tassa pacchi e le altre misure settoriali
Tra i punti più attesi c’è il rinvio della tassa sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue. Il contributo da circa 2 euro sulle spedizioni di valore fino a 150 euro entrerà in vigore dal 1° luglio 2026 e non più nei mesi precedenti. Una scelta definita tecnica, necessaria per completare l’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle dogane, che nell’immediato evita rincari sugli acquisti online di basso importo.
Non mancano interventi settoriali e sociali. Per gli atleti dilettanti viene fissata una soglia di esenzione dalla ritenuta alla fonte fino a 300 euro complessivi per i premi erogati entro il 31 dicembre 2026. Viene stanziato 1,6 milioni di euro per garantire la continuità nel 2026 della Carta europea della disabilità. Rafforzato anche il Comitato per l’educazione finanziaria, che si apre alla partecipazione della Guardia di finanza e a esperti esterni. Inoltre, sono previsti 500mila euro annui dal 2026 per coprire le spese processuali dell’Avvocatura dello Stato.
Forza Italia si intesta le misure
Forza Italia rivendica un ruolo centrale nelle modifiche introdotte dal decreto. Il deputato Maurizio Casasco parla di un intervento che rende il sistema fiscale “più equo e snello”, sottolineando come siano state accolte le proposte del partito a tutela degli investimenti e delle startup. “Parliamo di misure reali che premiano chi investe in Italia, crede nel futuro del nostro Paese e tutela le start-up Italiane”, afferma, evidenziando il ripristino delle regole su dividendi e plusvalenze “proprio come funzionava prima della legge di Bilancio 2026”.
Casasco rivendica inoltre l’eliminazione delle penalizzazioni per chi investe nel capitale di rischio e sottolinea l’estensione dell’iperammortamento a tutti i beni strumentali, “ovunque prodotti”, come richiesto anche da Raffaele Nevi. Una scelta che, nelle parole dell’esponente azzurro, punta a rafforzare gli incentivi per l’innovazione e la crescita delle imprese.
