Decreto Bollette approvato alla Camera: le interviste a maggioranza e opposizione | Video

martedì, 31 Marzo 2026
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Via libera della Camera al decreto bollette, con il Governo che incassa la fiducia con 203 voti favorevoli, 117 contrari e 3 astenuti. Il provvedimento, pensato per contenere l’impatto del caro energia su famiglie e imprese, prosegue ora il suo iter al Senato, dove dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile. Un passaggio parlamentare che fotografa però anche le tensioni politiche attorno a un tema, quello del costo dell’energia, destinato a restare centrale nelle prossime settimane. Tutte le interviste de Lo Speciale a maggioranza e opposizione.

Decreto Bollette, le interviste a maggioranza e opposizione

La maggioranza difende l’intervento come necessario in un contesto internazionale ancora instabile. Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ha sottolineato come il Governo sia al lavoro per evitare nuovi rincari, soprattutto alla luce della scadenza delle misure sulle accise: “Sappiamo bene che il 7 aprile scade il beneficio della riduzione delle accise e quindi è chiaro che il Governo è allo studio per cercare di trovare la soluzione giusta per fare in modo che il prezzo della benzina o del diesel non possa schizzare un po’ troppo verso l’alto con delle conseguenze per i nostri cittadini”. Romeo ha poi ribadito che “oggi la gente guarda il prezzo del carburante, il carrello della spesa, il prezzo delle bollette” e che proprio su questi fronti si gioca la credibilità dell’azione di governo.

Sulla stessa linea Alessandro Cattaneo di Forza Italia, che richiama il contesto internazionale e la necessità di interventi continui: “È normale che finché la crisi, che non dipende solo da noi, internazionale prosegue, dovremmo regolarmente fare degli interventi per calmierare i prezzi del gasolio, della benzina, per calmierare le bollette, per dare risposta ai cittadini e alle imprese”.

Dal fronte delle opposizioni, invece, arrivano critiche nette. Carlo Calenda punta il dito contro le lacune strutturali del decreto: “Non c’è né la gara sulle concessioni idroelettriche né soprattutto la rianalisi dei costi che Enel Distribuzione e Terna scaricano sulle bollette Questi pezzi mancano completamente”. Una posizione che evidenzia come, secondo Azione, il provvedimento non affronti le cause profonde del caro energia.

Ancora più duro il giudizio del Partito Democratico. Lorenzo Guerini definisce il decreto “una coperta molto corta, già nata vecchia”, sottolineando come l’evoluzione delle tensioni geopolitiche, dal Medio Oriente allo stretto di Hormuz, rischi di renderlo rapidamente insufficiente e di imporre nuovi interventi.

Critiche senza sconti anche dal Movimento 5 Stelle. Francesco Silvestri parla di un provvedimento “non solo vecchio, ma anche inutile”, accusando l’esecutivo di arrivare in ritardo e senza misure efficaci: “In seguito a questo decreto, qualcuno a casa ne trarrà particolare beneficio? Assolutamente no”.

Sulla stessa linea l’Alleanza Verdi e Sinistra. Angelo Bonelli definisce il decreto “l’esempio di un fallimento totale”, ricordando che, nonostante i numerosi interventi e oltre 40 miliardi stanziati, “l’energia è sempre più alta, è la più alta d’Europa”. Per Bonelli, il nodo resta la dipendenza dal gas e la mancata accelerazione sulle rinnovabili.

Un clima di forte contrapposizione che si riflette anche nei voti parlamentari, con alcune defezioni significative: i deputati di Futuro Nazionale hanno votato contro la fiducia, seguendo l’indicazione di Roberto Vannacci, che ha parlato di un “gesto forte e significativo”.

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