Tel Aviv, 31 mar. (askanews) – La Knesset ha approvato con 62 voti a favore, 48 contrari e un’astensione un disegno di legge che consente la pena di morte per palestinesi condannati per attacchi mortali qualificati come terrorismo. La norma, sostenuta dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, prevede l’impiccagione e lascia l’ergastolo come eccezione in circostanze speciali. Il provvedimento ha subito acceso lo scontro politico e legale, tra accuse di discriminazione e un ricorso già presentato alla Corte suprema.In aula Ben Gvir ha parlato di “giustizia storica”. Ma da Tel Aviv emergono anche voci contrarie. C’è chi considera la legge un danno per Israele e teme che renda più difficili futuri scambi di prigionieri.”La regola è la morte, l’ergastolo è l’eccezione . È questo il momento per dirlo: questi provvedimenti portano una giustizia storica”, ha detto il ministro della Sicurezza nazionale Ben Gvir”Da ebreo e da israeliano – dice Dekel Sharour, giornalista israeliano – mi vergogno che in Israele ci sia un ministro del genere. E penso che questa legge sulla pena di morte ci farà solo del male”.
Israele, sì della Knesset alla pena di morte per palestinesi
La destra esulta, a Tel Aviv c'è chi parla di danno per Israele
Articoli correlati
mercoledì, 28 Ottobre 2026
Ron DeCar: l’Elvis più gettonato che sposa le coppie a Las Vegas
mercoledì, 28 Ottobre 2026
Space Industries: Rivoluzionare mercato spaziale su onda Space economy
mercoledì, 28 Ottobre 2026
