Sigonella, Crosetto dice no agli Usa: le reazioni di maggioranza e opposizione | Video

martedì, 31 Marzo 2026
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La decisione del ministro della Difesa Guido Crosetto di negare agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Sigonella per un’operazione offensiva verso il Medio Oriente apre un nuovo fronte politico, tra richiami al rispetto dei trattati e accuse, da parte dell’opposizione, di ambiguità nella linea del governo. Le interviste de Lo Speciale.

Crosetto nega la base di Sigonella agli Usa, le video interviste

Dal fronte di Fratelli d’Italia, Lucio Malan sottolinea la coerenza della decisione con l’impostazione già seguita dall’esecutivo. “La situazione è molto diversa”, osserva, ricordando che “sin dall’inizio si è detto che per un uso diverso da quello previsto dai trattati del ’54 ci sarebbe stata una valutazione ulteriore”. Una linea, dunque, che secondo il senatore di FdI non segna uno strappo ma si inserisce nella continuità delle regole già fissate.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli alleati. Per Maurizio Gasparri, di Forza Italia, Crosetto ha agito “a ragion veduta”, sulla base di informazioni e valutazioni tecniche non accessibili al dibattito pubblico: “Si prende atto di questa situazione e poi sarà motivo di discussione e di riflessione”. Più esplicito Massimiliano Romeo della Lega, che richiama il passaggio parlamentare come elemento dirimente: “Prima di autorizzare l’utilizzo delle basi era necessario passare dal Parlamento”. E aggiunge: “Non è uno sgarbo, ci sono regole chiare e il diritto internazionale va rispettato”.

Sempre da Forza Italia, Alessandro Cattaneo difende la scelta in chiave atlantista ma senza rinunciare alla sovranità decisionale: “Crosetto ha rispettato le regole e mi stupisco di chi si stupisce. La nostra postura è amica degli americani, senza se e senza ma, ma se ci sono momenti in cui bisogna dire dei no lo diciamo senza imbarazzo”.

Fuori dal perimetro della maggioranza, ma su posizioni non distanti nel merito, Roberto Vannacci di Futuro Nazionale interpreta la decisione come una conseguenza diretta dei vincoli internazionali: “Se ha preso una decisione del genere vuol dire che la richiesta usciva dall’impianto dei trattati autorizzati sino ad oggi. Se lo ha fatto perché queste erano le condizioni, secondo me ha fatto bene”.

Sul fronte delle opposizioni, invece, le letture divergono. Il Movimento 5 Stelle, con Riccardo Ricciardi, parla di un segnale atteso da tempo: “È un segnale che chiediamo da tempo sull’inibizione della base di Sigonella”, pur sottolineando la necessità di chiarire meglio i dettagli della vicenda.

Molto più dura la posizione di Azione. Carlo Calenda definisce la scelta inevitabile ma inserisce il caso in un quadro internazionale più ampio e preoccupante: “Non poteva fare altro, altrimenti sarebbe dovuto venire in Parlamento”. Ma aggiunge un affondo: “Trump sta facendo quello che vuole, siamo in una situazione di totale incertezza e dovremmo renderci conto che la nostra strada è in Europa, perché non possiamo più dipendere dagli Stati Uniti”.

Critica netta anche da Alleanza Verdi e Sinistra. Nicola Fratoianni ridimensiona la portata del “no” di Crosetto, parlando di una “buona notizia durata pochissimo” e accusando il governo di ambiguità: “Palazzo Chigi ha subito chiarito che non cambia nulla nei rapporti con gli Stati Uniti. Continuiamo a essere complici di una guerra illegale”. E insiste: “Quando si tratta di prendere nettamente le distanze dall’amico americano Donald Trump, Giorgia Meloni non muove un passo”.

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