Il Governo Meloni attiva il bazooka su scuola e università

mercoledì, 1 Aprile 2026
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Quello avvenuto oggi è un cambio di passo storico per il comparto dell’istruzione e della ricerca.

L’Aran (Agenzia di Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e i sindacati hanno firmato il rinnovo del contratto 2025-2027, con un aumento medio mensile di 137 euro per il personale, che si aggiunge agli incrementi già erogati dai contratti precedenti, per un totale di 395 euro in più rispetto alle ultime tre intese.

A darne notizia è stato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, parlando di “obiettivo raggiunto” e sottolineando che tutte le sigle sindacali, inclusa la Cgil, hanno sottoscritto l’accordo.

È un segnale che esprime un messaggio chiaro: dopo la fase critica seguita al referendum, il Governo Meloni vuole rilanciarsi puntando su istruzione, formazione e welfare come priorità della sua agenda, mettendo mano a interventi di cui beneficia una platea di lavoratori molto ampia.

“Quello che avevamo promesso, lo abbiamo mantenuto: tre rinnovi per la scuola in tre anni, dall’insediamento del Governo a oggi – ha spiegato Zangrillo – incrementi complessivi del 16% per lavoratrici e lavoratori del comparto. Ritmo, continuità e basta ritardi: è la dimostrazione che il Governo Meloni punta concretamente su docenti, istruzione e welfare”.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha definito il risultato “storico”, sottolineando che gli aumenti riguardano 1,2 milioni di dipendenti tra scuole, università, enti di ricerca e Afam, con arretrati significativi: 855 euro per i docenti e 633 per il personale ATA. Incrementi che variano in base alla qualifica: dai 110 ai 185 euro per i docenti della scuola, fino ai 463 euro mensili negli enti di ricerca per le elevate professionalità.

“Abbiamo garantito la continuità contrattuale e la tutela dei salari, anticipando la parte economica e destinando la quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare – ha affermato Valditara – è un passo avanti concreto per il welfare scolastico, con misure che rafforzano la dignità e le condizioni di lavoro dei nostri docenti”.

Soddisfatto anche il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, che ha definito la firma “una rapida conclusione di un contratto complesso, il primo nella storia della contrattazione pubblica a essere firmato in tempi così brevi”.

Una volta tagliato questo traguardo, già si guarda ai prossimi tavoli di trattativa che, secondo quanto trapela, si concentreranno su conciliazione vita-lavoro, tutele per il personale fragile, agevolazioni per i docenti e convenzioni bancarie per mutui a tassi agevolati, oltre a buoni pasto per gli insegnanti.

Con questo rinnovo, l’esecutivo ha ribadito l’impegno a costruire una scuola più moderna, valorizzando docenti, personale tecnico-amministrativo e ricercatori. Un segnale concreto di attenzione al futuro del Paese, realizzato mettendo nel mirino un comparto storicamente legato al mondo del centrosinistra.

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