Via libera definitivo al decreto bollette. L’Aula del Senato ha approvato la fiducia posta dal governo con 102 voti favorevoli, 64 contrari e due astensioni, trasformando in legge il provvedimento già esaminato in precedenza dalla Camera. Un passaggio che arriva nel pieno delle tensioni energetiche internazionali e che, nelle intenzioni dell’esecutivo, punta a contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese, introducendo al tempo stesso alcune misure di carattere strutturale.
Decreto bollette è legge, i punti del provvedimento
Il testo interviene su più fronti. Da un lato rafforza i sostegni ai nuclei più fragili, dall’altro prova a incidere sull’assetto del mercato energetico. Tra le novità principali c’è la proroga dell’utilizzo delle centrali a carbone, che potranno restare operative fino al 2038 rispetto alla precedente scadenza fissata al 2025, una scelta legata alla necessità di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti in una fase di forte instabilità.
Sul versante dei sostegni diretti, viene introdotto per il 2026 un contributo straordinario da 115 euro destinato ai beneficiari del bonus sociale elettrico. Parallelamente si apre alla possibilità, su base volontaria, per le società di vendita di energia di riconoscere ulteriori agevolazioni a favore delle famiglie con Isee fino a 25mila euro, anche se non rientrano tra i percettori del bonus. Dal 2026, inoltre, le famiglie economicamente svantaggiate potranno accedere a tariffe agevolate non solo per l’energia elettrica ma anche per il teleriscaldamento.
Il decreto interviene anche sul lato delle imprese. Viene previsto un meccanismo di revisione degli incentivi legati al conto energia per gli impianti fotovoltaici sopra i 20 kW, con l’obiettivo di ridurre i costi delle bollette per le utenze non domestiche. Contestualmente, per gli operatori del settore energetico, è previsto un aumento temporaneo dell’aliquota Irap di due punti percentuali per il biennio 2026-2027.
Tra le norme più rilevanti anche quelle a tutela dei consumatori: viene introdotto il divieto di telemarketing aggressivo nel settore energetico, con la nullità dei contratti stipulati attraverso contatti non conformi alle nuove regole. Una stretta che punta a limitare le pratiche commerciali scorrette che negli ultimi anni hanno interessato il mercato di luce e gas.
Le reazioni di maggioranza e opposizione
Il provvedimento divide la politica e gli osservatori, infatti dalla maggioranza arriva una difesa netta del decreto bollette. La senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino rivendica l’impostazione dell’intervento: “Il decreto che oggi ci apprestiamo a varare porta la data del 20 febbraio scorso, ben prima dell’inizio della crisi globale con la guerra di Trump, a dimostrazione di come il governo Meloni non insegua gli eventi, ma guardi con lungimiranza all’economia reale”. E ancora: “Questo decreto, oltre a garantire un risparmio per famiglie e imprese, marca finalmente alcune linee strutturali, difendendo i consumatori dal marketing aggressivo e ristabilendo la regola che il mercato è sì libero ma non è una giungla”. Pellegrino sottolinea anche l’impegno della premier: “Giorgia Meloni sceglie di anteporre gli interessi degli italiani alla sua vita privata, dimostrando grande tempismo”.
Sulla stessa linea Forza Italia. Il vicepresidente vicario dei senatori, Roberto Rosso, parla di un intervento concreto: “Il gruppo sostiene convintamente il provvedimento non solo per le misure immediate, ma per il suo valore strutturale”. Rosso rivendica i numeri: “Circa 5 miliardi di euro sono stati trasferiti a cittadini e imprese, con particolare attenzione ai nuclei più vulnerabili”. E aggiunge: “Il governo ha stabilizzato i prezzi in un contesto internazionale complesso e ha introdotto strumenti utili a rafforzare la competitività e la sicurezza energetica del Paese”.
Dura invece la posizione dell’opposizione. Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, attacca il ricorso alla fiducia: “Siamo di fronte all’ennesima fiducia che serve solo a coprire il caos interno al governo”. E affonda: “Stiamo lavorando su un decreto che non è stato nemmeno chiuso in commissione perché è già carta straccia”. Boccia denuncia una sovrapposizione di provvedimenti e conclude: “Il Senato è ormai ostaggio del governo e della sua incapacità a governare”.
Critico anche il giudizio delle associazioni dei consumatori. Il Codacons definisce il decreto “preistoria”, sostenendo che le misure risultano già superate dall’andamento dei prezzi energetici. “I bonus rappresentano un palliativo che non risolve il caro-energia”, afferma l’associazione, sottolineando come gli aumenti registrati su luce e gas rendano il provvedimento inadeguato rispetto allo scenario attuale.



