Sono due le settimane di scadenza che la Casa Bianca ha dato all’Iran come ultimatum. Arriva nella notte la notizia della tregua e subito fa il giro del mondo. Trump precisa che lo stop ai bombardamenti vale a condizione che l’Iran acconsenta l’apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz. Ed è botta e risposta dalle prime luci dell’alba tra Washington e Teheran che di contro accetta la proposta di cessate il fuoco del Pakistan anche grazie all’intervento dell’ultimo minuto della Cina, che ha esortato il Paese dei pasdaràn a mostrare flessibilità e stemperare le tensioni. Il primo round di trattative fra Stati Uniti e Iran per un accordo per mettere fine alla guerra è previsto a Islamabad già questo venerdì. Presenti all’incontro, secondo le ultime indiscrezioni, il vicepresidente JD Vance, oltre agli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Il premier del Pakistan Shehbaz Sharif annuncia che il cessate il fuoco è immediato e ovunque, inclusi il Libano e altrove. E mentre il cessate il fuoco è stato approvato dalla guida suprema, Mojtaba Khamenei si fa sentire anche Israele che sostiene e appoggia la decisione del Presidente americano di sospendere gli attacchi contro l’Iran per due settimane, a condizione che si apra immediatamente lo Stretto di Hormuz e cessino tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele per bocca dei suoi portavoce sostiene inoltre l’impegno americano per garantire che l’Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per gli Stati Uniti, Israele e i Paesi arabi confinanti con l’Iran e il mondo intero. Il cessate il fuoco di due settimane secondo quanto ha comunicato stamane all’alba l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella prima nota ufficiale non include però il Libano. Il nodo nevralgico rimane Hormuz, infatti il piano per la tregua decretata di due settimane prevede di consentire all’Iran e all’Oman di riscuotere pedaggi dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz. A riportarlo per prima l’Associated Press sul proprio sito citando alcune fonti, secondo le quali l’Iran destinerà i fondi raccolti alla ricostruzione. La diplomazia intanto è al lavoro, oggi stesso l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas è in Arabia Saudita, dove incontrerà, tra gli altri, il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Al Budaiwi. Un momento pericoloso per la regione, fanno sapere, il Golfo è coinvolto in un conflitto che non ha scelto, l’Iran ha lanciato centinaia di droni e missili balistici contro i vicini, nota il funzionario Ue. Kallas discuterà oggi stesso delle modalità per porre fine ai combattimenti e delle possibili vie d’uscita diplomatiche.Ciò detto e fatto si attende per i dettagli solamente la giornata di venerdì quando sul tavolo dei negoziati verranno messe dalla a alla zeta le condizioni che Usa e Iran avranno circa la fine, ci si augura, delle ostilità.


