Usa e Iran al tavolo negoziati. Vance ha una chance

sabato, 11 Aprile 2026
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Dopo sei settimane di guerra e una tregua apparente, Stati Uniti e Iran tornano al tavolo dei negoziati in Pakistan. JD Vance è arrivato a Islamabad, in Pakistan, per l’avvio dei colloqui.
In gioco c’è molto più di un semplice cessate il fuoco. Il rischio è che il conflitto possa riprendere, con nuove conseguenze per il Medio Oriente e l’economia globale.
La delegazione iraniana, guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf insieme al ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è composta da 71 persone, tra cui negoziatori, esperti, rappresentanti dei media e personale di sicurezza. Da Teheran fanno sapere di avere “buone intenzioni”, ma a regnare è la cautela, perché – come ribadiscono – non ci si fida degli Stati Uniti .
Sul fronte opposto, il team americano guidato dal vicepresidente JD Vance, mantiene una linea severa ma aperta al dialogo. Washington è pronta a negoziare, ma avverte che non tollererà tentativi di prendere tempo o aggirare gli accordi.
Il presidente Donald Trump, intanto, come principale obiettivo vuole impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari e ha anche dichiarato che lo Stretto di Hormuz riaprirà presto, “con o senza la collaborazione dell’Iran”.
Il Pakistan, con il premier Shehbaz Sharif, prova a fare da mediatore e definisce questo passaggio “decisivo”, puntando a trasformare la fragile tregua in un accordo più stabile attraverso la diplomazia.
Libano e Israele si preparano a incontrarsi a Washington, ma le posizioni restano distanti. Israele rifiuta il dialogo diretto con Hezbollah, mentre il gruppo sciita filo-iraniano invita Beirut a non negoziare dopo i recenti scontri. Gli scenari sono difficili da prevedere.

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