Tajani in Libano: “Qui per la pace. Priorità sicurezza dei nostri militari. Condivido pensiero Papa” | Video

lunedì, 13 Aprile 2026
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Missione in Medio Oriente per Antonio Tajani, che da Beirut in Libano rilancia il ruolo dell’Italia come attore diplomatico in una fase di forte instabilità regionale. Tra il fronte libanese, le tensioni tra Israele e Hezbollah e il dossier Iran con lo snodo strategico dello Stretto di Hormuz, il ministro degli Esteri mette al centro il dialogo e la sicurezza, in particolare quella dei contingenti italiani impegnati nelle missioni internazionali Unifil che sono stati colpiti dall’Idf provocando la dura reazione del governo.

Tajani in Libano, le parole sulla pace

“E sono qui per facilitare il dialogo tra Israele e il Libano, anche in vista dei colloqui che si iniziano domani a Washington”. Così il titolare della Farnesina ha spiegato il senso della sua visita, sottolineando di aver avuto “una lunga telefonata con il ministro degli Esteri Saar, incoraggiando il dialogo ed esprimendo tutta la preoccupazione che c’è per una situazione in Libano grave”.

Il punto centrale resta la tutela dei civili e dei militari sul campo: “Ho chiesto in modo particolare di garantire l’incolumità della popolazione civile da un lato e dei militari italiani e dell’Unifil – complessivamente tutte le truppe – dicendo anche che condanniamo gli attacchi di Hezbollah contro Israele”.

Tajani ha quindi ribadito il sostegno diretto al contingente italiano: “Io sono venuto qua anche per portare la solidarietà a tutti i nostri militari, sia quelli impegnati in missioni bilaterali sia quelli dell’Unifil. Stanno svolgendo un ruolo importantissimo”. E sull’episodio degli ultimi giorni ha precisato: “Quello di ieri è stato probabilmente un incidente ma gli incidenti non devono ripetersi”.

Da qui la richiesta di rafforzare il coordinamento operativo: “Bisogna lavorare rafforzando anche il coordinamento e le informazioni tra l’esercito israeliano e i nostri reparti, affinché non ci siano incomprensioni, ma la tutela dell’incolumità dei nostri militari per noi è una priorità qui in Libano”.

Lo sguardo si allarga poi al quadro regionale e ai negoziati internazionali: “Sosteniamo il dialogo fra Stati Uniti e Iran affinché anche in Iran si possa arrivare a una soluzione di pace”. Con un passaggio chiave sul Golfo: “Sappiamo quali sono i danni, sappiamo quali sono gli attacchi che vengono portati anche ai Paesi dell’area del Golfo, che non sono combattenti nella guerra contro l’Iran ma sono vittime di una serie di azioni”.

E sul nodo energetico e strategico: “Ci auguriamo che l’Iran non costruisca la bomba atomica e che si possa sminare lo Stretto di Hormuz”.

Le parole su Papa Leone XIV

Nel corso della visita, Tajani ha difeso Papa Leone XIV: “Io nutro grandissimo rispetto nei confronti del Santo Padre. È un uomo forte, determinato, parla di fede, parla di pace fin dal giorno in cui è stato eletto Papa”, ha detto rispondendo a una domanda sugli attacchi del presidente Trump al pontefice, su cui però non si esprime in modo esplicito.

Un riferimento che si inserisce nella visione più ampia dell’azione internazionale: “Il Papa parla del Vangelo e il Vangelo è un messaggio continuo di pace”, ha aggiunto, sottolineando come le parole del Pontefice rappresentino “fonte di ispirazione anche per la mia azione di governo”.

Infine, Tajani ha ribadito il valore strategico anche del continente africano nel quadro globale: “Ho augurato al Santo Padre una missione proficua in Africa, che è un continente fondamentale per la stabilità del Mediterraneo e anche dell’area del Golfo”. Parole che si collegano direttamente agli sforzi italiani sul piano umanitario, come le missioni organizzate in Sudan, e che rafforzano la linea di Roma come “portatore di pace” in uno scenario internazionale sempre più complesso.

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