Gli Internazionali d’Italia di tennis si preparano a tornare nella Capitale con un’edizione 2026 che segna un nuovo passo nella crescita del torneo. Dal 28 aprile al 17 maggio il Foro Italico sarà ancora una volta il cuore del tennis mondiale, ma con un volto rinnovato e ambizioni sempre più alte. L’ottantatreesima edizione si muove lungo una linea precisa, quella di un’evoluzione che non tradisce la tradizione, puntando a migliorare l’esperienza del pubblico e a consolidare il peso internazionale dell’evento.
Internazionali di tennis 2026, il video della presentazione
Il sito si amplia e si trasforma: saranno ventuno i campi complessivi, diciannove all’interno del Foro Italico e due lungo il Lungotevere. Il fulcro resta il Campo Centrale, affiancato da una Grand Stand Arena completamente ripensata, capace di ospitare fino a 7.500 spettatori e ribattezzata BNP Paribas Arena, oltre alla SuperTennis Arena. Un intervento che rientra nella visione di Sport e Salute, orientata a mettere al centro gli spettatori e a rispondere a una domanda crescente, trainata anche dall’effetto Sinner. “Chi vivrà gli Internazionali sarà accolto da un site rinnovato, che si trasforma per mettere al centro le persone”, ha spiegato il presidente Marco Mezzaroma.
Alla presentazione ha partecipato anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha sottolineato il valore simbolico e sportivo del momento che sta vivendo il tennis italiano. “Sinner è sempre numero uno, anche quando è numero 2. È un esempio sempre, quando vince o perde. Le parole di Alcaraz dimostrano che queste sensibilità si allargano e il rispetto diventa patrimonio comune”, ha dichiarato. Poi un passaggio sulla crescita del movimento: “La federazione investe nella scuola più di tutte le federazioni insieme. Nella crescita c’è strategia e attuazione di questa, nulla succede per caso. Non c’è più solo il talento isolato”.
La crescita si misura anche nei numeri. La Federazione italiana tennis e padel punta a superare quota 400mila biglietti venduti, con un trend già in aumento rispetto allo scorso anno. “Abbiamo già registrato un record superiore all’anno scorso, con una crescita dell’8,6% e oltre 220mila biglietti venduti”, ha sottolineato il presidente Angelo Binaghi. Non solo pubblico: tra gli obiettivi dichiarati c’è anche quello di superare il miliardo di euro di impatto economico sul territorio, segno di un torneo sempre più centrale per la città e per il sistema sportivo italiano.
Sul campo, invece, il sogno è interrompere un digiuno lungo cinquant’anni. L’ultima vittoria azzurra nel singolare maschile risale infatti al 1976, quando a trionfare fu Adriano Panatta. Oggi, secondo la federazione, le condizioni per tornare al successo ci sono tutte. In prima fila c’è Jannik Sinner, reduce da un avvio di stagione brillante culminato con il trionfo a Montecarlo, oltre ai successi a Indian Wells e Miami. “È il momento giusto per tornare a vincere a Roma”, ha ribadito Binaghi, sottolineando anche la presenza di quattro italiani tra i primi 21 del mondo, particolarmente competitivi sulla terra battuta.
L’edizione 2026 si inserisce in un percorso di sviluppo più ampio. Dopo il torneo partiranno i lavori per la copertura del Centrale, con l’obiettivo di arrivare al 2028 con un impianto dotato di tetto e sempre più moderno. Nello stesso anno l’Italia ospiterà anche il primo torneo su erba della sua storia, grazie all’acquisizione dell’ATP 250 di Bruxelles.
Intanto, a pochi giorni dal via, cresce l’attesa per un evento che continua a guadagnare terreno anche nel confronto con il calcio. Il tennis italiano conta oggi oltre 6 milioni di praticanti, avvicinandosi sempre più ai numeri dello sport più popolare del Paese. E Roma, ancora una volta, sarà il palcoscenico di questa rincorsa.



