Iran. La strategia evidente e nascosta della Cina. Un primato tra diplomazia e guerra

venerdì, 17 Aprile 2026
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La Cina smetterà di acquistare petrolio dall’Iran (come ha smesso di acquistarlo dal Venezuela). Sembrano battute tratte da una scena del film “I pirati dei Caraibi”, ma in effetti sono affermazioni del segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent. In ogni caso questa dichiarazione di Bessent rivela finalmente la verità: la guerra che é stata scatenata da Usa e Israele contro l’Iran in realtà non é altro che un (disperato) tentativo di fermare la Cina. A questo proposito, alcuni commentatori di geopolitica hanno affermato che la Cina ha vinto questa guerra. Ad avviso dello scrivente, questa affermazione é eccessiva, anche in considerazione del fatto che la guerra mediorientale non é ancora finita. Si può però ritenere senza ombra di dubbio che la Repubblica Popolare Cinese abbia in questo momento una posizione di netto vantaggio a scapito dei suoi concorrenti geopolitici, Usa e Israele. Un’esclusiva del Financial Times ha riferito che l’Iran avrebbe utilizzato un satellite cinese per individuare le basi statunitensi nell’area mediorientale e colpirle con estrema precisione (margine di errore mezzo metro). Si tratta del dispositivo Tee-01B, acquistato dai Guardiani della Rivoluzione iraniani, che hanno avuto accesso anche ai dati raccolti da un’altra società cinese, l’Emposat, che gestisce il flusso di informazioni. Questo aiuto cinese a Teheran va inserito in un processo di cooperazione militare molto più ampio. Ma, la cosa più sorprendente é che il governo cinese nega di aver fornito sistemi di arma all’Iran, smentendo con forza queste rivelazioni. Ciò ha permesso alla Cina di mantenere una posizione di equilibrio, che ha rafforzato il suo ruolo negoziale in tutta l’area mediorientale. La Cina Popolare rappresenta ormai un solido punto di riferimento per tutti quei paesi del Medio Oriente, che sono rimasti delusi dagli Usa. Gli Usa infatti, nel corso di questo conflitto, hanno dimostrato di voler perseguire soltanto i propri interessi, senza offrire protezione alcuna a quei paesi che si affacciano sul Golfo Persico. Siamo giunti, però, allo scontro finale: secondo i dati di Marine Traffic, la petroliera Rich Starry di proprietà cinese e battente bandiera del Malawi, partita da Sharjah negli Emirati Arabi Uniti con a bordo 250.000 barili di metanolo, ha attraversato lo Stretto di Hormuz. I mezzi militari americani la attaccheranno, entrando formalmente in guerra contro la Cina? In caso positivo cesserà la diplomazia e la parola passerà alle armi.

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