Milano, cortei e tensioni. Salvini: “Torniamo a comprare gas dalla Russia. Esercito europeo? No”

sabato, 18 Aprile 2026
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Sabato di mobilitazioni a Milano, il 18 aprile, con tre cortei nel pomeriggio. La manifestazione della Lega, insieme ai Patrioti europei, è partita da Porta Venezia per raggiungere piazza Duomo. In contemporanea si sono svolte due contromanifestazioni: una da piazza Lima e una degli antagonisti da piazza Tricolore, entrambe confluite in piazza Santo Stefano.

Scontri in via Mascagni

Momenti di tensione si sono registrati in via Mascagni durante il corteo degli antagonisti, aperto dallo striscione “Antifa”. Qui si sono verificati lanci di fumogeni e petardi, mentre la polizia ha risposto con gli idranti. Numerosi gli slogan contro Matteo Salvini e a sostegno della Palestina: “No border, no nation, fuck remigration”, “Il 25 Aprile non è una ricorrenza. Ora e sempre Resistenza”, tra gli altri.

Il corteo di partiti e associazioni

L’altro corteo, aperto dallo striscione “Milano è migrante”, ha visto la partecipazione di partiti e associazioni della sinistra, tra cui il centro sociale Cantiere, Avs, Rifondazione Comunista e la Rete No Cpr. Si è unito anche uno spezzone pro Palestina. Ai manifestanti è stato consentito di proseguire fino a Porta Venezia, dove inizialmente era prevista una deviazione. In viale Regina Giovanna è comparsa la scritta “Milano è migrante” sull’asfalto. Nei pressi del Tribunale le due contromanifestazioni si sono poi riunite.

Il corteo della Lega e gli slogan

Intorno alle 14 sono partiti tutti i cortei. Quello della Lega, con circa duemila partecipanti, era guidato da un trattore e dalla presenza di diversi sindaci del partito. Tra gli slogan più scanditi: “Europa cristiana, mai musulmana” e attacchi all’Unione europea, definita “ladrona”, oltre a cori contro Ursula von der Leyen. La manifestazione è stata accompagnata da musica pop italiana, da Ricchi e Poveri a Max Pezzali e Achille Lauro. Al passaggio davanti a Palazzo Marino, il capogruppo regionale Alessandro Corbetta ha detto: “Un bel saluto a Beppe Sala che ci voleva impedire di manifestare”, mentre dalla piazza si è levato il coro “scemo, scemo” rivolto al sindaco.

Salvini: energia, Europa e immigrazione

Nel suo intervento in piazza Duomo, Matteo Salvini ha toccato diversi temi. Sul fronte energetico ha dichiarato: “Gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni sul petrolio russo. Se lo fanno loro, lo deve fare anche Bruxelles. Piuttosto che chiudere fabbriche, scuole e ospedali, torniamo a comprare gas e petrolio da tutto il mondo, Russia compresa. Non siamo in guerra contro la Russia”.

Sul tema della “remigrazione” ha precisato: “Non vuol dire mandare via chiunque incontri per strada, ma che il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia. Come per la patente a punti, anche il permesso può funzionare così: dopo alcuni errori torni a casa tua”.

Ha poi attaccato le politiche europee: “Vogliono affrontare il caro energia facendo lavorare e viaggiare di meno, spegnendo il riscaldamento e le luci. Noi vogliamo vivere, studiare, lavorare: con il lockdown abbiamo già dato”. E ancora: “No all’esercito europeo voluto da Macron. Serve un’Europa che difenda i confini dal fanatismo islamico e dall’immigrazione clandestina”.

Sull’immigrazione ha aggiunto: “Vogliamo dare precedenza a chi arriva da Paesi vicini a noi per cultura e valori, per garantire integrazione vera. Il problema non è l’Islam, ma chi lo usa per giustificare che una donna abbia meno diritti”. Infine un passaggio su Viktor Orbán: “È un amico e un patriota. Quando qualcuno è in difficoltà, una comunità lo sostiene”. E sul Green Deal: “È un mostro ideologico fatto di regole e tasse che stanno impoverendo le imprese europee”.

Gli interventi degli ospiti europei

Dal palco sono intervenuti anche esponenti dell’estrema destra europea. Martin Helme ha parlato delle elezioni in Ungheria: “Non sono state elezioni leali: ci sono state interferenze dell’Ue sui social, finanziarie e psicologiche. È stata una presa di potere da parte di una potenza straniera”.

Udo Landbauer ha dichiarato: “Diciamo sì a un’Europa d’impronta cristiana, no all’islamizzazione. Abbiamo bisogno di un’Europa forte, che protegga i propri confini e i propri cittadini. Le forze patriottiche sono l’unica garanzia affinché si continuino a sentire le campane e non il muezzin”.

Afroditi Latinopoulou ha attaccato la sinistra e il politicamente corretto: “Se ami la tua patria o ti dichiari cristiano vieni definito fascista, ma questa narrazione non è più valida. La sinistra è il cancro dell’Occidente. Islam via dai nostri Paesi, frontiere chiuse, più espulsioni”. Ha aggiunto: “Ci sono milioni di immigrati clandestini che manteniamo con i soldi delle nostre famiglie e le scuole sono diventate centri di indottrinamento. Per noi nazione, religione e famiglia sono parole sacre”.

L’intervento di Valditara

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha sottolineato: “Amiamo una civiltà che ha sempre accolto chi voleva costruirsi un futuro rispettando le leggi. Non è razzismo dire che l’integrazione non è una banale inclusione. La discriminazione e l’odio non ci appartengono”. Ha poi aggiunto: “Il nostro è sano patriottismo, non nazionalismo aggressivo. L’Occidente deve restare unito: guai a farci la guerra tra Europa e Stati Uniti”.

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