Flash mob pro cannabis a Montecitorio, Magi: “Decreto sicurezza aiuta narcotraffico” | Video

lunedì, 20 Aprile 2026
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Un flash mob davanti a Montecitorio, tra cartelli, bustine di cannabis e un gesto simbolico di disobbedienza civile. Nel giorno della Giornata internazionale della cannabis, il cosiddetto 4/20, esponenti di +Europa e Radicali italiani sono scesi in piazza per contestare il nuovo decreto sicurezza, al centro dello scontro politico per l’inasprimento delle norme sul possesso delle droghe leggere come la cannabis.

A guidare la protesta il segretario di +Europa Riccardo Magi, affiancato, tra gli altri, da Benedetto Della Vedova, Matteo Hallissey e Antonella Soldo.  Nel corso della mattinata, Magi ha portato simbolicamente della cannabis anche nella sala stampa della Camera, per denunciare quella che definisce una “stretta ideologica” contenuta nel decreto.

Flash mob pro cannabis, le immagini da Montecitorio

“Dire che se è reiterato e se è abituale la condotta non è più lieve entità significa dire che molti consumatori verranno considerati alla stregua di criminali, alla stregua di spacciatori. Significa da sei a 20 anni, ci rendiamo conto?”, ha dichiarato Magi a margine dell’iniziativa.

Il nodo della contestazione riguarda in particolare l’emendamento approvato al Senato, che esclude la lieve entità nei casi di uso continuativo, senza distinguere tra droghe leggere e pesanti. Una norma che, secondo +Europa, rischia di colpire direttamente i consumatori. “Una facoltà che è quella dell’uso di cannabis che non fa male a nessuno – ha aggiunto Magi – ed è considerata, tra le sostanze in circolazione, meno nociva di altre sostanze legali come l’alcol o il tabacco”.

Da qui il gesto provocatorio: sei grammi di cannabis acquistati online, poi divisi materialmente sopra il testo del decreto sicurezza. “Questa contenuta nel barattolo fa decisamente meno male rispetto a quello che è previsto dal testo del nuovo decreto”, ha sottolineato il segretario di +Europa.

La protesta è stato uno “smoke out”, una sorta di “coming out” collettivo dei consumatori. Alcuni partecipanti hanno fumato cannabis davanti al Parlamento, circondati da cartelli con slogan come “Il proibizionismo è tutto fumo”.

Sulla stessa linea anche Matteo Hallissey: “Siamo qui con semplici cittadini che vogliono fare un gesto semplice: fumarsi una canna insieme a noi davanti al Parlamento. Se il governo non vuole occuparsi dei cittadini, saranno i cittadini a venire davanti al Parlamento”.

Per Magi, il punto resta politico e culturale: “Mentre altre democrazie vanno nella direzione della regolamentazione per combattere narcotrafficanti e narcomafie e tutelare la salute dei cittadini, in Italia si continua a spingere le persone verso il mercato nero, dove non sai cosa acquisti e può contenere sostanze anche molto nocive”.

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