Giustizia, polemica per ritorno di Bartolozzi in magistratura. Conte: “Ora è dal lato del plotone d’esecuzione” | Video

giovedì, 23 Aprile 2026
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Il ritorno in magistratura di Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, riaccende lo scontro politico sul fronte giustizia e sulle conseguenze del referendum che ha visto prevalere il “No” con la promessa della stessa Bartolozzi di lasciare l’Italia. Questo non si è verificato, anzi sembra non essere successo nulla dato che è tornata dal lato di quello che aveva definito “Un plotone d’esecuzione”.

Le opposizioni leggono il suo ritorno come l’ennesimo simbolo di una gestione contraddittoria del dossier giustizia da parte del governo, mentre dalla maggioranza si difende la piena legittimità del rientro, sottolineando il profilo professionale della magistrata e la necessità di proseguire la battaglia politica sulla riforma della giustizia.

Ad alimentare ulteriormente la polemica sono state anche le recenti parole dello stesso Nordio sull’abuso d’ufficio. Il Guardasigilli, parlando del reato, ha fatto riferimento a “modeste mazzette”, un’espressione che ha provocato dure reazioni dalle opposizioni, che accusano il ministro di minimizzare un tema delicatissimo come quello della corruzione. Sul caso, Lo Speciale ha raccolto le reazioni dei rappresentanti politici di maggioranza e opposizione.

Giustizia le reazione al rientro di Bartolozzi in magistratura

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte attacca con sarcasmo il ritorno di Bartolozzi in toga: “Quindi adesso la Bartolozzi si è spostata e siede dall’altro lato dove c’è il plutone di esecuzione. La vedremo all’opera”.

Durissima anche la senatrice M5S Alessandra Maiorino: “Bartolozzi ritorna nella categoria che detesta evidentemente perché è un plutone di esecuzione e dovrebbe lei stessa trarne qualche conclusione. Siamo al teatro dell’assurdo. E anche lì un ministro che ha scritto nero su bianco che ci sono delle mazzette modestissime per cui non vale neanche la pena scomodarsi. L’abuso d’ufficio che l’Europa ha chiesto che venga reintrodotto è la porta di entrata per reati di corruzione molto più gravi. Io mi chiedo da cittadina che cosa sia una cifra modestissima, perché naturalmente è tutto proporzionale alle tasche di cui si parla”.

Critico anche Paolo Ciani del Partito Democratico: “Purtroppo il ministro Nordio di uscite scomposte ne ha fatte parecchie, evidentemente ancora non ha digerito il risultato del referendum. Si incide su nuovi reati e sul diritto di difesa, quindi su temi di giustizia, ma in aula si vedono solo i rappresentanti del ministero dell’Interno e non quelli della Giustizia. Il rientro della Bartolozzi in magistratura? Aveva detto che sarebbe scappata a Londra, invece è tornata al suo ruolo. Questo appartiene alla cattiva abitudine di fare annunci che poi non vengono mantenuti”.

Di segno opposto la posizione del capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, che difende la scelta del governo sull’abuso d’ufficio rispetto anche alla direttrice arrivate dall’Ue: “Noi abbiamo assolutamente previsto e lavorato per eliminarlo proprio perché era un reato che non aveva alcun senso. La grandissima maggioranza, se non il 97% delle persone, soprattutto amministratori locali che venivano indagati per abuso d’ufficio, poi per vizi di forma o per questioni minimali venivano sempre assolti. Era solo un meccanismo che rischiava di danneggiare l’immagine di tanti amministratori. Poi è vero, si possono usare toni più moderati, e su questo si può anche essere d’accordo, ma ogni tanto possono esserci anche toni un po’ più forti per far capire meglio certi concetti”.

A difendere Bartolozzi è anche il deputato della Lega Domenico Furgiele: “Io credo che Bartolozzi sia una grande professionista, quindi ritorna a rivestire il ruolo che già rivestiva, perché glielo consente la legge. Per quanto riguarda la giustizia, il pensiero del centrodestra non è cambiato. Abbiamo affrontato un referendum che ha segnato la decisione del popolo e noi la rispettiamo, però la battaglia non è finita. Evidentemente si poteva comunicare di più e meglio, facciamo tesoro degli errori e ripartiamo di slancio su quella tematica”.

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