Coyote vs. Acme: il trailer punge Warner Bros. e segna la rivincita più inaspettata del 2026

lunedì, 27 Aprile 2026
3 minuti di lettura

Dopo anni di polemiche, rinvii e una cancellazione che aveva fatto infuriare fan e addetti ai lavori, Coyote vs. Acme è finalmente pronto a vedere la luce: l’uscita in sala è fissata per il 28 agosto 2026. Ma il film dei Looney Tunes non arriva in punta di piedi. Anzi, il primo trailer è già una dichiarazione d’intenti, piena di frecciatine nemmeno troppo velate alla Warner Bros. Discovery, lo studio che aveva deciso di accantonarlo per beneficiare di una detrazione fiscale.
Il risultato? Un’operazione metacinematografica tanto ironica quanto pungente, che trasforma una vicenda industriale controversa in materiale narrativo.

Un trailer nostalgico… e sorprendentemente caustico

A un primo sguardo, il trailer è un tuffo nel passato: tecnica mista live-action e animazione, ritmo slapstick e il ritorno di icone come Wile E. Coyote e Beep Beep. Ma basta prestare attenzione per cogliere il sottotesto. La prima stoccata arriva subito dopo un classico incidente esplosivo: il logo dello studio compare in scena, ma con una dicitura rivelatrice—la società è “interamente controllata dalla ACME Corporation”. Un ribaltamento ironico che suggerisce un parallelismo diretto con la realtà. Non è finita. Lo slogan del film recita: “Il film che la ACME non vuole che tu veda”, chiaro riferimento alla decisione della Warner di bloccarne l’uscita. E, come ciliegina sulla torta, una finta clausola legale finale dichiara che la ACME distribuisce il film “solo per scopi contabili”, prendendo di mira proprio la strategia fiscale che aveva portato alla sua cancellazione.

Una storia travagliata (dentro e fuori lo schermo)

Diretto da Dave Green e scritto da Samy Burch e Jeremy Slater, Coyote vs. Acme era in sviluppo dal 2018. Dopo le riprese concluse nel 2022, tutto sembrava pronto per un’uscita nel 2023. Poi il colpo di scena: Warner Bros. Discovery decide di non distribuirlo, puntando su un beneficio fiscale stimato in circa 30 milioni di dollari. La reazione è immediata: proteste, petizioni e un acceso dibattito sul valore delle opere creative nell’industria cinematografica contemporanea. Alla fine, dopo mesi di stallo, arriva la svolta: nel 2025 Ketchup Entertainment acquisisce i diritti per circa 50 milioni di dollari, salvando il film dall’oblio.

Record già prima dell’uscita

La rinascita del progetto ha alimentato una curiosità enorme, confermata dai numeri: il trailer ha totalizzato 25,6 milioni di visualizzazioni nelle prime 24 ore, diventando – secondo WaveMetrix – il più visto di sempre per un film per famiglie prodotto da uno studio indipendente. Un risultato impressionante, soprattutto considerando che il film, fino a poco tempo fa, era dato per morto.

Di cosa parla Coyote vs. Acme

Ispirato a un celebre articolo umoristico del New Yorker scritto da Ian Frazier, il film è una commedia giudiziaria che ribalta completamente la prospettiva classica dei Looney Tunes. Stanco di fallire a causa dei prodotti difettosi della ACME, Wile E. Coyote decide di fare causa all’azienda. Al suo fianco c’è un avvocato sfortunato interpretato da Will Forte, mentre John Cena veste i panni del legale avversario. Nel cast anche Lana Condor. Ma il vero cuore della storia è il Coyote stesso: non più solo una figura comica destinata a fallire, ma un personaggio con motivazioni, frustrazioni e un desiderio di giustizia.

La rivincita di Willy (e di un film dato per spacciato)

C’è qualcosa di profondamente simbolico in questa operazione. Per decenni, Willy il Coyote è stato l’emblema del fallimento comico: sempre pronto a rialzarsi dopo ogni caduta, ma mai davvero vincente. Ora, invece, si ritrova protagonista di una storia che parla proprio di rivalsa. E la sua traiettoria rispecchia quella del film: entrambi ignorati, messi da parte, e infine riportati in vita contro ogni previsione. Dal punto di vista stilistico, Coyote vs. Acme promette di mantenere l’estetica classica dei cartoon, inserendola in un contesto realistico e contemporaneo. Un contrasto che potrebbe conquistare sia i nostalgici sia le nuove generazioni.

Tra ironia e critica all’industria

Al di là delle risate, Coyote vs. Acme si presenta come un esperimento curioso: un blockbuster che gioca apertamente con la propria storia produttiva e la trasforma in racconto. Se funzionerà davvero lo si scoprirà solo in sala, ma una cosa è già chiara: raramente un film “resuscitato” è riuscito a trasformare la propria vicenda dietro le quinte in un elemento così centrale della sua identità. Tra gag surreali e momenti metacinematografici, il film affronta temi tutt’altro che banali: la responsabilità delle aziende, il rapporto tra creatività e profitto, e il diritto di chi fallisce continuamente a ottenere, finalmente, una seconda possibilità.  Per Willy il Coyote è forse arrivato il momento di rialzarsi. E, chissà, magari vincere.

Vittorio Zenardi

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