Blitz dall’alba nel centro sociale romano del Laurentino 38, noto spesso alle cronache capitoline per una famosa controversia con Ater Roma che ne rivendica il possesso. Occupato dal 1991, l’immobile è da tempo al centro degli episodi di cronaca e occupazione. L’ente aveva pubblicato sul proprio sito un avviso di sgombero, scaduto il 2 marzo scorso, facendo presagire un intervento con la forza pubblica. L’operazione è attualmente in corso. Dalle prime luci dell’alba sul posto ci sono le squadre della Digos di Roma e gli agenti del Reparto mobile. Nella struttura al momento sono presenti circa quaranta militanti, che hanno cercato di impedire l’accesso alle forze dell’ordine. Fortunatamente per ora non si registrano tensioni o scontri tra attivisti e polizia. Cghiari i messaggi sulle pagine social e sul web diffuse dagli occupanti in segno di sdegno contro ogni mobilitazione e atto di forza pubblica: “Chiamiamo tutti a raggiungerci in via Domenico Giuliotti. Non gli regaliamo nulla, non gli regaliamo il posto dove sogniamo e lottiamo, non gli regaliamo una sola lacrima. Per chi può da ora in poi venite al Laurentino 38”. Questo il messaggio diffuso a chiare lettere a cui fanno molti reels e video di quello che sta accadendo con colonne di celerini pronti ad intervenire qualora ce ne fosse bisogno. Un tam tam mediatico e della rete che sta crescendo in queste ore e che potrebbe non far presagire nulla di buono. E ancora si leggono parole e frasi allarmanti da parte degli occupanti dello stabile: ”Gli operai ATER stanno sfondando ogni singola casa di L38Squat. Nel quartiere ci sono decine di case vuote da ristrutturare, gente che vive senza riscaldamenti, senza ascensori, con l’acqua che piove in testa tra la muffa perenne e oggi ATER distrugge 20 case del sesto ponte”. Alle 16 è stato organizzato un presidio di solidarietà nel quartiere Laurentino dove è stata richiesta la partecipazione delle istituzioni capitoline interessate. Intanto sul posto è arrivata una colonna di mezzi della celere pronti a intervenire e molti militari in assetto anti sommossa. Gli occupanti sono sul tetto del sesto ponte occupato e fuori c’è un presidio solidale posto davanti al cantiere di Ater.



