Bologna, 29 apr. (askanews) – “Le conseguenze le sanno tutti: l’aumento del prezzo del petrolio. Ma quello che non è chiaro e che è drammatico è che questo inciderà su tutti i prezzi agricoli, tutti i fertilizzanti, tutti i costi”. Romano Prodi, a margine della presentazione del libro di Carlo Calenda a Bologna, avverte sulle conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz.”La gente non conosce l’importanza che la globalizzazione, pur malfatta, ha avuto nel mettere insieme le produzioni – spiega l’ex presidente del Consiglio -. Chiudendo Hormuz è come se tirassimo via un pezzo del sistema produttivo di tutto il mondo.L’Africa soffrirà moltissimo per i prezzi agricoli e per la scarsità della produzione agricola. La gente ha dimenticato che la cosiddetta rivoluzione verde ha raddoppiato le produzioni agricole nel mondo con fertilizzanti, meccanizzazione e antiparassitari, e tutto questo viene fortemente prodotto nella zona che ora è bloccata”.Sulle prospettive di soluzione, Prodi si dice cautamente ottimista: “Quello che mi auguro è che finisca presto perché sono convintissimo che in questo momento sia gli Stati Uniti che l’Iran hanno interesse a chiudere la partita. Poi siccome domina l’irrazionalità non so come vada a finire”.
Prodi: il problema del blocco di Hormuz non è solo il petrolio
L'Africa soffrirà moltissimo. Tra Usa e Iran domina irrazionalità
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