Aria pesante nei corridoi del ministero della Cultura. Dopo settimane di tensioni interne e polemiche politiche, il ministro Alessandro Giuli avrebbe deciso di intervenire in modo drastico, azzerando gran parte della propria struttura di fiducia. Una mossa che, secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera in un articolo firmato da Simone Canettieri, starebbe già producendo le prime revoche all’interno del dicastero.
Le prime revoche nel dicastero
Tra i nomi coinvolti figurerebbero Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e considerato vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, ed Elena Proietti, fino a oggi alla guida della segreteria personale del ministro. Secondo la ricostruzione del quotidiano, i decreti di revoca sarebbero già stati avviati.
Il caso Regeni dietro lo scontro
Alla base della decisione che riguarda Merlino ci sarebbe soprattutto la gestione della vicenda legata al documentario su Giulio Regeni. Il mancato finanziamento del progetto aveva provocato forti polemiche e un notevole imbarazzo politico per il ministero, costretto successivamente a promettere approfondimenti e verifiche interne.
Secondo fonti vicine al dossier, Giuli sarebbe rimasto particolarmente irritato dall’accaduto, ritenendo che all’interno della struttura tecnica si conoscesse già la situazione senza però intervenire tempestivamente per evitare il caso politico.
La contestazione a Elena Proietti
Diversa invece la situazione che avrebbe portato alla revoca di Elena Proietti. L’ex assessore di Fratelli d’Italia, considerata da tempo vicina all’area meloniana umbra, avrebbe pagato l’assenza durante la missione istituzionale del ministro a New York nel mese scorso.
Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, Proietti non si sarebbe presentata all’aeroporto al momento della partenza della delegazione ministeriale, episodio che avrebbe contribuito a incrinare definitivamente i rapporti con il ministro.
