Per Mary Trump non ci sono dubbi: lo zio Donald Trump sarebbe da tempo afflitto da seri problemi psichiatrici mai affrontati. In un’intervista rilasciata a La Stampa e firmata da Simona Siri, la psicologa torna ad attaccare il presidente americano parlando di una situazione mentale che, a suo dire, sarebbe progressivamente peggiorata nel corso degli anni.
Secondo la nipote, Trump non sarebbe mai stato adatto a ricoprire incarichi di potere proprio a causa di disturbi psicologici mai diagnosticati né curati. Mary sostiene inoltre che il mancato trattamento delle sue condizioni avrebbe contribuito a un ulteriore aggravamento nel tempo.
Il rapporto difficile con la famiglia Trump
Mary Trump non è una semplice osservatrice esterna. Figlia di Fred Trump Jr., fratello di Donald morto nel 1981 a causa delle complicazioni legate all’alcolismo, è cresciuta all’interno della famiglia Trump, che oggi critica apertamente.
Psicologa clinica e analista politica, negli anni ha pubblicato tre libri molto severi nei confronti dello zio e dal 2018 è coinvolta in una battaglia legale dopo aver consegnato al The New York Times alcuni documenti riservati sulle finanze della famiglia. Una scelta che avrebbe incrinato definitivamente i rapporti con il resto del clan Trump.
“Segnali evidenti di declino cognitivo”
Nell’intervista, Mary Trump descrive quello che considera un evidente deterioramento cognitivo del presidente americano. Secondo la psicologa, i segnali sarebbero ormai visibili pubblicamente attraverso frequenti vuoti di memoria, discorsi privi di logica e comportamenti impulsivi.
La nipote sostiene che la megalomania dello zio, già presente in passato, sarebbe oggi ancora più accentuata. Paragona inoltre la situazione a quella vissuta da chi ha accanto un familiare affetto da demenza.
Le frasi simbolo e le accuse di ignoranza
Mary Trump punta il dito anche contro l’atteggiamento che, a suo avviso, Donald Trump avrebbe sempre mostrato nei confronti delle proprie competenze. Nell’intervista ricorda alcune sue celebri dichiarazioni, come quelle in cui sosteneva di sapere più dei generali o degli esperti di armi nucleari.
Per la nipote, queste uscite rifletterebbero un’autostima costruita senza basi reali. Lo descrive infatti come una persona “profondamente disinformata e ignorante”, priva di reale curiosità intellettuale e mai messa seriamente alla prova nel corso della sua carriera.
