Crosetto: “Italia ha rispettato accordi su basi NATO, ora si allarghi alleanza” | Video

lunedì, 11 Maggio 2026
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Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha delineato la sua visione di una “nuova Nato” allargata a Paesi che condividono i valori occidentali, intervenendo al seminario del Gruppo speciale Mediterraneo e Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare dell’Alleanza atlantica, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera. Il titolare della Difesa ha sottolineato come l’organizzazione debba adattarsi ai cambiamenti geopolitici globali, rafforzandosi attraverso nuove alleanze.

Crosetto sulla Nato, la proposta di allargamento dell’Alleanza

“Il mondo è cambiato e forse la Nato deve cambiare e adattarsi al futuro, deve diventare più forte e più grande”, ha dichiarato Crosetto durante il suo intervento. Il ministro ha proposto di rafforzare il dialogo con nazioni che condividono i valori occidentali, citando come esempio la Corea del Sud e il Giappone. Crosetto ha inoltre illustrato l’idea di una “difesa continentale” che comprenda Regno Unito, Balcani, Ucraina, Norvegia, Moldova e Turchia. “Un’Europa come continente e non come Unione europea”, ha precisato, evidenziando che la sicurezza “va oltre la responsabilità individuale”. Il ministro ha spiegato che la deterrenza dei Paesi europei “dipende dalla Nato” e che “c’è un solo Paese che potrebbe sopravvivere senza la Nato, gli Stati Uniti, ma nessuna delle nostre nazioni potrebbe sopravvivere se ci ritirassimo”. Crosetto ha sottolineato come gli sviluppi internazionali abbiano dimostrato che “tutti devono partecipare e fare la propria parte”.

Sul tema delle spese per la difesa, il ministro ha ammesso che “parlare di spese in difesa e sicurezza non aiuta a raccogliere voti”, aggiungendo però che “i tempi recenti ci hanno insegnato che non ci sono ospedali, scuole, asili nido senza la pace in primo luogo”. “Ci sono spese che portano più voti della Difesa, perché la Difesa non porta voti. Portano voti le scuole, gli ospedali, la sanità, la cultura, le pensioni”, ha affermato Crosetto, sottolineando come la difesa venga percepita negativamente da parte dell’opinione pubblica perché “collegata mentalmente alla cosa più brutta che l’umanità abbia creato, che è la guerra”. Il ministro ha evidenziato come la guerra moderna “arriva nelle nostre case” attraverso l’aumento dei prezzi, ribadendo l’importanza di “gestire i problemi” e “agire d’anticipo”.

L’intervista a margine su spese militati e basi NATO

Interpellato a margine dell’evento sulla compatibilità tra i tagli previsti dal Documento di economia e finanza e gli impegni assunti dall’Italia, Crosetto ha rimandato al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Lo dovete chiedere a Giancarlo Giorgetti, attendo le sue decisioni; quando si parla del bilancio non decide il ministro della Difesa qual è il bilancio della Difesa”, ha dichiarato. Il ministro ha ricordato che “l’Italia quest’anno dovrebbe aderire al meccanismo Safe, dobbiamo dare risposta entro fine maggio”, precisando che l’impegno assunto prevede “un aumento di 0,15 per quest’anno, 0,20 per il prossimo e 0,20 l’anno successivo”. “Io mi occupo di difesa”, ha concluso.

Sul tema delle basi Nato in Italia, Crosetto ha respinto le ipotesi di ridimensionamento. “Le basi Nato in Italia o in qualunque parte del mondo non sono delle basi al servizio della nazione in cui risiedono, sono delle basi al servizio dell’organizzazione delle Nazioni Unite, per cui servono a tutti gli alleati”, ha spiegato. “Non penso sia interesse di nessuno in questo momento indebolire l’organizzazione di difesa più potente che esista al mondo proprio nel momento in cui il mondo è più instabile”, ha aggiunto, sottolineando che “il primo interesse degli Stati Uniti secondo me è tenerle aperte”. Con riferimento alle critiche dell’amministrazione Trump, Crosetto ha rivendicato: “Abbiamo continuato a rispettare i patti, lasciando aperte le basi militari per tutto ciò che era previsto e senza fare chiusure o dichiarazioni come hanno fatto altri. Mi pare ci siamo comportati bene”.

Sul prossimo vertice Nato di Ankara, il ministro ha chiarito che non è necessaria una sua trasferta a Washington. “Le rassicurazioni sulle spese le daranno direttamente al vertice di Ankara i presidenti e i capi di governo”, ha dichiarato, aggiungendo che “ci sarà anche Trump, quindi ogni Paese dovrà relazionare e spiegare qual è l’impegno all’interno della Nato per i prossimi anni”.

Crosetto ha inoltre parlato della possibile missione nello stretto di Hormuz. “Ho parlato di una missione con Onu o senza Onu per Hormuz perché il problema non è la volontà dell’Onu, basta una nazione come la Russia per bloccarla in Consiglio di sicurezza”, ha spiegato. “Se sarà così basterà un accordo che metta insieme 30-40 nazioni che vadano anche senza l’Onu”, ha aggiunto, precisando che “se l’Onu non potrà perché è bloccato da qualcuno che non vuole la pace, andranno quelle nazioni. Questo se c’è la tregua, senza tregua non può andare nessuno. Noi non andremo mai”.

Sulla fine del conflitto in Ucraina, dopo le recenti dichiarazioni di Putin, Crosetto ha affermato: “La pace ci sarà quando smetteranno di cadere le bombe, quando smetteranno gli attacchi, quando smetteranno di sparare e di cercare di invadere e conquistare una nazione”. “Sono quattro anni che mi auguro scoppi la pace e mi auguro che alle parole seguano i fatti. Ma come ho già detto in passato, i frutti li riconosceremo”, ha concluso.

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