La Russia ha accusato gli Stati Uniti di voler derubare il Paese del suo gas, dopo che Washington ha imposto nuove sanzioni contro le navi che trasportano gas russo. La mossa americana mira a colpire il settore energetico russo, già indebolito dalle precedenti restrizioni. Mosca ha ribattuto per bocca del portavoce del Cremlino che queste misure sono addirittura: “illegali e inaccettabili”, e ha promesso di rispondere con misure adeguate ai dictat americani dell’amministrazine Trump. L’Unione Europea, nel frattempo, sta lavorando per ridurre la dipendenza dall’energia russa, con un piano che prevede la graduale eliminazione del petrolio, del gas e dell’energia nucleare russi dai mercati europei. Per analizzare quello che è successo fare un minimo di previsioni sull’asset internazionale cercando di tenere presente la divergenza tra le due superpotenze e una guerra purtroppo sul fronte Ucraina ancora accesa e sul fronte iraniano di difficile epilogo, possiamo dire che questo scontro energetico tra Russia e USA si innesta davvero in modo importante ed è un capitolo del conflitto economico in corso tra le due potenze. La Russia, da un lato grande esportatore di gas e petrolio, sta cercando di mantenere il controllo sul mercato energetico europeo, mentre gli Stati Uniti dall’altro vogliono ridurre l’influenza di Mosca e promuovere le proprie fonti di energia alternative. La situazione è destinata a complicarsi ulteriormente, con possibili ripercussioni sui prezzi dell’energia e sulla stabilità globale. Mettendo poi un punto di incognita sulla situazione gravosa sullo stretto di Hormuz dove tutto il traffico commerciale tra paesi del Golfo e paesi che necessitano un export di petrolio e materie prime in primis l’Europa ha avuto un importante battuta d’arresto vista la guerra in corso alla dodicesima settimana di ostilità e conflitti tra Usa e Iran.

