Il Signor Rossi sta per tornare. Rai Kids ha annunciato la produzione di una nuova serie animata dedicata allo storico personaggio creato da Bruno Bozzetto, che andrà in onda su Rai Gulp e RaiPlay. Un ritorno importante per uno dei volti più iconici dell’animazione italiana, capace di attraversare oltre sessant’anni di storia televisiva e cinematografica senza perdere la sua forza satirica. A rivelarlo è stato Roberto Genovesi, direttore di Rai Kids, che ha definito Bruno Bozzetto “il padre nobile dell’animazione italiana”, sottolineando come le sue opere abbiano insegnato a generazioni di autori e spettatori che il disegno animato può essere “un linguaggio capace di unire ironia e profondità, divulgazione e poesia, sperimentazione e immediatezza popolare”. Secondo Genovesi, quella di Bozzetto è “una lezione di libertà creativa che continua a parlare a tutte le generazioni del nostro Paese”. E il ritorno del Signor Rossi rappresenta anche il ritorno di un personaggio che ha saputo raccontare l’Italia con leggerezza e malinconia insieme.
Dalle origini al mito dell’animazione italiana
La carriera di Bruno Bozzetto comincia alla fine degli anni Cinquanta. Il suo primo film animato, Tapum! La storia delle armi del 1958, venne proiettato al Festival di Cannes. Due anni dopo, nel 1960, fondò la Bruno Bozzetto Film, avviando un percorso destinato a lasciare un segno profondo nell’audiovisivo italiano. Proprio nel 1960 debuttò il Signor Rossi nel cortometraggio Un Oscar per il Signor Rossi. Da quel momento il personaggio divenne protagonista di numerosi corti animati per cinema e televisione, raccontando in maniera ironica la quotidianità dell’italiano medio durante gli anni del boom economico. Con il suo inseparabile cane Gastone, il Signor Rossi affrontava le contraddizioni della società moderna, tra lavoro, vacanze, consumismo e desiderio di felicità. Dietro la comicità, però, c’era spesso uno sguardo amaro e disilluso sul rapporto tra individuo e progresso.
Negli anni Settanta il personaggio arrivò anche al cinema con tre lungometraggi: Il signor Rossi cerca la felicità (1976), I sogni del signor Rossi e Le vacanze del signor Rossi, scritti insieme a Guido Manuli e Maurizio Nichetti. Un percorso che consolidò definitivamente il successo del personaggio.
Non solo Rossi: l’opera di Bruno Bozzetto
Ridurre Bruno Bozzetto al solo Signor Rossi sarebbe però limitante. Nel corso della sua carriera il regista e animatore ha saputo parlare a pubblici molto diversi, sperimentando linguaggi e stili sempre originali. Tra i suoi lavori più celebri ci sono West and Soda, Vip – Mio fratello superuomo e soprattutto Allegro non troppo, considerato uno dei capolavori dell’animazione europea. Proprio in quest’ultimo compare anche un cameo del Signor Rossi: una gag metacinematografica in cui il personaggio finisce bruciato insieme al foglio su cui è disegnato. Maurizio Nichetti raccontò che, dopo aver creato decine di gag dedicate a Rossi, gli autori volevano simbolicamente “metterlo in panchina”. Ma personaggi come lui, evidentemente, trovano sempre il modo di tornare.
Un personaggio ancora attuale
La nuova serie potrebbe aggiornare il Signor Rossi al mondo contemporaneo: tecnologia invasiva, cambiamenti climatici, guerre e trasformazioni sociali sempre più rapide. Un’anticipazione di questa idea era già arrivata al Cartoons on the Bay di Pescara, dove Bozzetto aveva presentato il corto Rossi Boomer, con il personaggio catapultato nei nostri giorni. Ed è forse proprio qui la forza del Signor Rossi: essere insieme simbolo di un’epoca e figura ancora incredibilmente attuale. Un uomo comune, travolto dai cambiamenti della società, che continua a osservare il mondo con stupore, goffaggine e irresistibile ironia.
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