Sinner Re di Roma: 50 anni dopo Panatta al Foro Italico vince un azzurro

domenica, 17 Maggio 2026
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A distanza di 50 anni dalla vittoria di Adriano Panatta, il Foro Italico si inchina nuovamente a un re italiano.

Jannik Sinner ha conquistato il Masters 1000 di Roma, battendo Casper Ruud e completando un’altra impresa che, ormai, sta assumendo contorni strabilianti.

Un risultato atteso, inseguito e sperato che ha mandato in visibilio l’Italia del tennis, giunto sotto lo sguardo in tribuna del Presidente Mattarella (e dello stesso Panatta).

Non è soltanto un trionfo a lungo atteso e inseguito dal campione di San Candido: è l’ennesima certificazione di un dominio che, nel 2026, sta riscrivendo ogni parametro della storia recente di questo sport.

La vittoria di Sinner su Ruud è stata più difficile di quanto non lasci intendere il risultato finale, un doppio 6-4.

Pronti via, nel primo set Sinner perde subito il servizio e va sotto due a zero. Il tennista italiano appare contratto, sbaglia colpi (per lui) facili e non riesce a mettere prime palle di servizio con continuità. Un avvio inatteso, frutto forse della tensione. Del resto, sarebbe comprensibile per chiunque partire contratto quando la posta in palio è l’ultimo Masters 1000 che manca alla tua bacheca e, incidentalmente, quel torneo è anche il più importante del tuo Paese, che si è fermato per guardarti giocare e vincere su quel campo di terra rossa.

Poi Sinner comincia a sciogliersi: toglie il servizio all’avversario norvegese e si rimette in carreggiata. Il match resta molto equilibrato fino al 4-4, quando il numero uno del mondo riesce nuovamente a brekkare Ruud e va a servire per il set, che porta a casa in scioltezza. Nel secondo set il tennista italiano parte subito forte e strappa immediatamente il servizio all’avversario, ma Ruud non molla e rimane aggrappato al match con le unghie e con i denti fino ad avere l’opportunità di riagganciare Sinner quando, sul 4-3, ha una palla break che però gli viene annullata. Dopo aver respinto l’ultimo assalto, Sinner chiude anche il secondo set per 6-4 e finalmente può allargare le braccia in segno di vittoria.

Con il successo agli Internazionali d’Italia, Sinner diventa il primo giocatore di sempre a vincere sei Masters 1000 consecutivi. Un filotto mostruoso, dentro il quale c’è anche un altro record destinato a restare scolpito a lungo: nessuno prima di lui era riuscito a conquistare i primi cinque “Mille” della stagione (Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid, Roma). A questo si aggiunge la striscia di 34 vittorie consecutive nei Masters 1000 (il secondo, Novak Djokovic, è fermo a 31): una sequenza che racconta meglio di qualsiasi aggettivo il livello di superiorità espresso negli ultimi mesi.

Ma il dato forse più impressionante riguarda la trasformazione tecnica del numero uno del mondo. Solo due anni fa, Sinner veniva considerato un fenomeno quasi esclusivamente da cemento: devastante sul veloce, sì, ma ancora perfettibile sulla terra battuta. Oggi quella narrazione appartiene al passato. Nel 2026 l’altoatesino si è consacrato come padrone assoluto anche del rosso, capace di imporre il proprio ritmo, la propria intensità e la continuità anche sulla superficie tradizionalmente più complessa da dominare.

È vero, il contesto ha avuto il suo peso. L’assenza di Carlos Alcaraz, fermato dall’infortunio al polso, ha inevitabilmente tolto dal circuito l’unico vero rivale in grado di reggere il confronto sul piano atletico e della pesantezza di palla sulla terra. Ma ridurre il percorso di Sinner a una questione di avversari mancanti sarebbe profondamente ingeneroso. Il tennis mostrato a Roma è stato totale: servizio dominante, risposta aggressiva, gestione degli scambi e una solidità mentale che ormai appare impenetrabile.

E forse è proprio questo l’aspetto che più colpisce. Sinner non dà mai l’impressione di essere sazio. Ogni vittoria sembra soltanto il trampolino verso quella successiva. Già nel pomeriggio più importante della sua carriera romana, il pensiero cominciava già a essere rivolto altrove.

Perché il tempo per festeggiare è minimo. Appena una settimana per recuperare energie fisiche e mentali prima di lanciarsi verso quello che lui stesso ha definito “l’obiettivo dell’anno”: il Roland Garros. L’unico Slam assente nella sua bacheca. L’ultimo tassello per completare un dominio che, a questo punto, può diventare epocale.

Parigi lo aspetta. E il messaggio arrivato da Roma è chiarissimo: oggi il favorito numero uno non può che essere Jannik Sinner.

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