Tajani chiede sanzioni Ue a Ben Gvir: “È il responsabile dell’accaduto, Israele si è dissociato” | Video

giovedì, 21 Maggio 2026
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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che l’Italia ha chiesto all’Unione europea di sanzionare il ministro israeliano della Sicurezza Ben Gvir per il caso del video che ha provocato la dura reazione del governo italiano. Le dichiarazioni ai microfoni de Lo Speciale sono arrivate a margine del Festival del Lavoro a Roma, dove il vicepremier ha affrontato anche i temi dell’energia e del Patto di Stabilità.

Tajani sulle sanzioni per Ben Gvir

“Abbiamo chiesto la sanzione a Ben Gvir perché c’è una proposta che era già stata accantonata per mettere sanzioni al ministro e questa ora dovrà poi essere riportata all’ordine del giorno”, ha dichiarato Tajani. “Questa è la soluzione più rapida e più incisiva che si può fare. Non è detto che sia l’ultima proposta del Governo italiano”, ha aggiunto.

Il titolare della Farnesina ha spiegato le ragioni della richiesta: “Ben Gvir non è soltanto un personaggio che ha fatto uno spot pittoresco. Essendo il ministro della sicurezza è anche il responsabile della polizia, quindi gli atti della polizia vanno ascritti direttamente a lui”. Tajani ha precisato che “sulle vicende di ieri c’è un responsabile ed è lui. E quindi abbiamo chiesto di sanzionare lui per quello che è accaduto”.

Il ministro ha escluso responsabilità dell’intero esecutivo di Tel Aviv: “Se il Ministro degli Esteri e il Primo Ministro hanno condannato quello che ha fatto Ben Gvir, evidentemente non erano d’accordo. Non erano ordini che erano partiti da loro”.

Sulla questione del rientro degli attivisti italiani fermati in Israele, Tajani ha chiarito che lo Stato non pagherà i biglietti. “Non c’è da pagare, noi abbiamo assistito, ma erano lì per una missione loro e quindi sarebbero tornati per conto loro. Il problema è come sono stati trattati là”, ha spiegato.

“Loro non hanno mai richiesto il biglietto di ritorno. Non è lo Stato che deve pagare i biglietti”, ha sottolineato il vicepremier. “Noi li abbiamo assistiti in tutti i modi possibili e immaginabili mettendo il nostro consolato a disposizione. Ci sono tanti consolati in tutti i paesi come Turchia, in Grecia, a Cipro che si sono mobilitati in questi giorni”.

Tajani ha precisato: “Non era una missione militare, erano cittadini che volontariamente avevano deciso di organizzare questo viaggio ed è giusto poi che ritornando vengano assistiti perché sono cittadini italiani, ma il pagamento del biglietto non mi pare che rientri in questo”.

Patto di Stabilità ed energia

Sul fronte del Patto di Stabilità, il ministro ha illustrato la proposta italiana: “Noi abbiamo fatto una proposta molto precisa, cioè quella di far sì che si possa escludere dal Patto di Stabilità la spesa per i costi energetici, così come si fa per la Difesa”.

“Stiamo lavorando intensamente, speriamo che possa esserci una risposta positiva perché non vogliamo fare le cose contro l’Europa, ma l’Europa deve capire che tutto ciò che sta accadendo e le spese aggiuntive non sono responsabilità dei governi”, ha spiegato Tajani. “Le responsabilità della guerra in Iran non sono certamente nostre”, ha aggiunto.

Sulla situazione energetica, il ministro ha dichiarato: “Per il gas la situazione non è preoccupante, per quanto riguarda i carburanti i rischi ci sono di un aumento”. Il governo, ha annunciato, interverrà “domani nel Consiglio dei Ministri, dopo aver ascoltato gli autotrasportatori che stanno subendo un danno forte a causa della chiusura di Hormuz”.

La video intervista a Tajani

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