È morto nella tarda serata di ieri, all’età di 76 anni, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Il decesso è avvenuto presso la sua abitazione di Bra, in provincia di Cuneo. Lo ha annunciato con una nota l’associazione da lui creata nel 1986. Gastronomo, giornalista e attivista, Petrini era da tempo malato.
Morte Carlo Petrini, chi era il fondatore di Slow Food
“Dalla sua capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004)”, si legge nella nota con cui la sua Slow Food ha comunicato la scomparsa di Carlo Petrini. Il giornalista e gastronomo è stato inoltre co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
Nato nel 1949 a Bra, dove è morto, Carlo Petrini – Carlin per tutti – ha promosso per tutta la vita un sistema alimentare sostenibile e giusto. Di umili origini, con un diploma tecnico e l’università a Trento lasciata quando mancavano quattro esami alla laurea in Sociologia, ha viaggiato in tutto il mondo partecipando a conferenze e incontrando le comunità della rete Terra Madre.
Nel 2004 la rivista Time lo ha nominato Eroe europeo. Nel gennaio 2008 il quotidiano britannico The Guardian lo ha inserito, unico italiano, nella lista delle cinquanta persone che potrebbero salvare il mondo. Il suo contributo nel campo dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite: nel 2013 il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente lo ha nominato co-vincitore del premio Champion of the Earth per la categoria ‘Ispirazione e Azione’. Nel 2016 è stato nominato Ambasciatore Speciale FAO per il programma Fame Zero in Europa.
“Chi semina utopia, raccoglie realtà”, amava dire Petrini sintetizzando la sua vita. “Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia”, ha scritto Slow Food. “La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi”, conclude la nota.
Nel 2019 ha partecipato al Sinodo ‘Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale’ in Vaticano invitato da Papa Francesco, suo amico come Re Carlo d’Inghilterra. Nel 2007 è stato tra i 45 membri del comitato promotore del Pd, ma aveva amici anche nel centrodestra come l’ex presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo, che siede nel cda dell’Università di Pollenzo.
Il ricordo delle istituzioni
“Con commozione apprendo della scomparsa di Carlo Petrini, uomo di visione che ha saputo trasformare il cibo in cultura, identità, rispetto della terra e solidarietà tra i popoli”, ha scritto sui social il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Con Slow Food e Terra Madre ha dato voce alle comunità locali, difeso la biodiversità e promosso nel mondo un modello di sviluppo più umano, sostenibile e giusto”, ha aggiunto. “L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni, del dialogo tra culture e di quel legame profondo tra uomo, territorio e qualità della vita che rende unico il nostro Paese”, ha sottolineato Tajani.
“Non tutti gli uomini lasciano una traccia del loro passaggio, ma Carlin Petrini lo ha fatto”, ha scritto su Facebook il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida. “Lessi con attenzione le parole cristalline sulla Sovranità Alimentare subito dopo aver rinominato il Ministero dell’Agricoltura, aggiungendo questo obiettivo strategico”, ha ricordato il ministro. “Sapevo bene che il suo percorso politico non era il mio, ma questo non mi ha mai impedito di ascoltare, capire e apprendere”, ha osservato Lollobrigida. “Scherzava sul fatto di essere ‘un comunista amico dei papi e dei re’, ricordando con affetto la stima di Papa Francesco e di Re Carlo d’Inghilterra”, ha aggiunto.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricordato su X: “Ho conosciuto Carlin quando ancora non era il Mito che poi è diventato negli anni, all’Osteria Boccon Divino a Bra”. “Diventammo amici e gli diedi una mano a costruire l’Università del Gusto, la Banca del Vino e ciò che ruota intorno a Pollenzo”, ha raccontato. “Il mondo ha perso un sognatore vero. Buon viaggio, Carlin”, ha concluso Crosetto.
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha dichiarato: “Con la scomparsa di Carlo Petrini se ne va un uomo straordinario che ha cambiato la cultura agricola del nostro Paese e del mondo intero”. “Per il nostro Piemonte, la sua perdita è ancora più dolorosa, perché con Slow Food, Terra Madre, l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, Petrini ha costruito un pezzo importante di ciò che oggi sono il Piemonte e la sua eccellenza agricola e enogastronomica”, ha aggiunto.
Il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso ha scritto: “Con la sua capacità di guardare al futuro, ha insegnato che la tutela della terra, delle tradizioni e delle comunità rurali rappresenta un valore economico, sociale e culturale fondamentale”.
Cia-Agricoltori Italiani ha espresso “profondo cordoglio per la morte di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e pioniere assoluto, nel mondo, di una visione lucida e innovativa dell’agricoltura”. Il presidente nazionale Cristiano Fini ha dichiarato: “Il nostro addio a un padre della terra e precursore di futuro. Perdiamo una figura di riferimento che ha saputo scuotere le coscienze in modo indelebile”.



