Usa-Iran, Khamenei minaccia vendetta dopo attacchi Usa

mercoledì, 27 Maggio 2026
1 minuto di lettura

 

Venti di guerra che non cessano, anzi si complicano. E’ con questo spirito che si apre un’altra giornata di attacchi e risposte sull’asse mediorientale. Le ultime notizie sono allarmanti e poco incoraggianti. Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco nel sud dell’Iran, colpendo un sito per il lancio di missili e alcune navi per la posa delle mine, in risposta a presunte minacce alle truppe americane. L’Iran ha definito l’attacco una “flagrante violazione” del cessate il fuoco e ha minacciato di rispondere con forza. Purtroppo si aggiunge che i negoziati tra USA e Iran sono in stallo, nonostante le trattative serrate e le dichiarazioni di progressi da entrambe le parti. I nodi da sciogliere sono molti, tra cui l’erogazione di parte degli asset iraniani congelati all’estero e la questione del nucleare. Le richieste americane parlano chiaro e sono perentorie in primis di procedere alla distruzione dell’uranio arricchito iraniano, alla riapertura immediata dello Stretto di Hormuz senza pedaggi e alla collaborazione con l’Iran per la distruzione dell’uranio “in loco o in un’altra località accettabile”. La risposta italiana d’altro canto è che Teheran non ha accettato pubblicamente alcuna delle richieste americane sul nucleare ribadendo che il tema è rimandato a una seconda fase e ha minacciato di imporre una tassa sui “servizi alla navigazione” nello Stretto di Hormuz. Tirando le somme possiamo dire che la situazione è estremamente tesa e il rischio di escalation è alto. L’attacco americano potrebbe essere un tentativo di fare pressione sull’Iran affinché acceleri i negoziati, ma potrebbe anche portare a una risposta iraniana più dura. Il tempo poi non gioca a favore di Trump, che si trova sotto pressione per le elezioni di metà mandato. La comunità internazionale esorta le parti a trovare un accordo pacifico e a evitare ulteriori escalation, in primis Francia e Germania che sotto il cappello europeo vogliono riaprire il nodo di scambio più importante al mondo quello di Hormuz che sta rischiando se ancora chiuso di paralizzare l’asset energetico mondiale.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.